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“Amori comunisti” di Luciana Castellina vince il premio letterario di Allumiere Femminile, Plurale

Il parco del Risanamento ha fatto da cornice, mercoledì sera, alla serata conclusiva del premio letterario di Allumiere “Femminile, Plurale”.

La cerimonia di premiazione riguardava l’edizione dell’anno passato, la terza, inevitabilmente saltata causa Covid. E sempre le nuove regole per il distanziamento hanno portato l’amministrazione a scegliere la suggestiva location all’aperto, invece della consueta sede del Palazzo Camerale.

Inalterata la formula della serata, come sempre introdotta da Gino Saladini che ha guidato le tre autrici finaliste nel raccontare e raccontarsi, aiutato da due delle tre giurate Martina Testa, traduttrice della casa editrice Sur,  e Veronica Ricotta, studiosa di lingua italiana.

A venir selezionate dalla giuria di qualità e da quella del folto numero di lettori a cui vengono affidati ogni anno le decine di libri iscritti al concorso, sono stati “Consigli per essere un bravo immigrato” di Elvira Mujic, “Come oro nelle crepe” di Gioia Di Biagio e “Amori comunisti” di Luciana Castellina.

Il premio 2020 è andato proprio all’opera della giornalista  che ha scelto di raccontare, come ha spiegato, “non gli orrori o gli errori dei comunisti, di cui tanto si parla, quanto tre amori comunisti”. Un tris di storie con personaggi dalle vite dure, avventurose, perseguitate hanno come sfondo l’America, la Grecia, la Turchia, la Russia. Persone che la Castellina, oggi ultranovantenne, ha incontrato nella sua lunghissima carriera di giornalista e inviata.

Validissimi anche gli altri due libri della terna finalista. Uno, quello della serbo-croata ormai italiana Elvira Mujic, che in chiave ironica ma realista descrive le kafkiane peripezie dell’immigrato Ismail per regolarizzare la sua vita in Italia. L’altro, firmato da Gioia Di Biagio, in cui l’autrice racconta come abbia imparato a convivere con una rara e poco nota malattia, che l’ha resa fragile nel fisico e nella pelle, costantemente vittima di ferite e rotture.

Saladini ha iniziato con la presentazione delle giurate Testa e Ricotta (assente la terza, Angela Zappitelli,  docente e redattore della Rivista di Studi letterari italiani)  che hanno speso parole di apprezzamento per il premio, la sua organizzazione e il paese che lo ospita. Poi, pungolate da Saladini e anche dalle due giurate, le tre scrittrici hanno spiegato come sono nati i propri libri, come si sono avvicinate alla lingua e alle parole e cosa ha significato mettere nero su bianco i propri pensieri.

A leggere alcuni passi delle opere è stata la voce dell’attrice Novella Morellini, mentre la colonna sonora della serata è stata compito del bravo quartetto Fe.Ma.Le, che si è cimentato in brani di Sting, Who e Beatles appositamente scelti per sottolineare ciascun testo.

La serata si è conclusa con la premiazione affidata all’onorevole Marietta Tidei,  alla consigliera regionale Michela Califano  e a Gabriella Sarracco, Presidente della Fondazione Cariciv che fin dall’inizio sostiene e supporta l’iniziativa.

Il sindaco Antonio Pasquini e l’assessore alla Cultura e alle Pari opportunità Brunella Franceschini hanno raccontato dell’idea del concorso, nata quattro anni fa tra un gruppo di amici, e fatta propria dall’amministrazione di un paese noto soprattutto per il palio degli asini. Una scommessa, quella di puntare sulla cultura, che si è rivelata vincente. Tanto da far diventare Allumiere “Comune che legge”, grazie all’impegno di tutto il team di “Plurale, Femminile”, di quanti lo aiutano anche negli allestimenti o, come l’altra sera, nel preparare l’ottimo buffet di benvenuto. Una squadra infaticabile che ora si sta preparando un vero “Ottobre letterario”.  E naturalmente è già a buon punto nell’organizzazione della quarta edizione del premio, quella del 2021.

Pubblicato giovedì, 22 Luglio 2021 @ 14:44:56     © RIPRODUZIONE RISERVATA

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