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Area artigianale del poggino bloccata. Arena: “Mancano i progetti”

C’è ancora una settimana di tempo per presentare eventuali progetti di riqualificazione della zona artigianale del Poggino nell’ambito del bando della Regione sulle Apea (aree produttive ecologicamente attrezzate). La notizia, fa sapere il sindaco, è stata comunicata dalla Regione ieri mattina, 30 aprile, a poche ore dal Consiglio straordinario di giovedì sera, quando – sapendo tutti che i termini sarebbero scaduti ieri – è andato in scena l’ennesimo psicodramma collettivo tra accuse di immobilismo e incapacità varie rivolte all’amministrazione dagli artigiani del Poggino e da quasi tutta l’opposizione. 

Al di là delle polemiche, che ruotano attorno all’illegittima presenza del Comune all’interno del Consorzio degli imprenditori, a cui spetta la presentazione delle domande, è che di questi fantomatici progetti non c’è traccia: “Se lunedì – ha detto ieri Arena dopo aver appreso dello slittamento dei termini per le domande – mi presentano anche un solo progetto utile da proporre, ci mettiamo a lavorare per arrivare in tempo. Ho convocato già il dirigente e andrò personalmente in Regione per risolvere il rebus della nostra partecipazione al Consorzio”. 

Un passo indietro. Per le opere di urbanizzazione del Poggino (che vanno comunque cofinanziate, il che significa che i consorziati devono tirar fuori dei soldi), gli imprenditori speravano (e sperano) di portare a casa circa tre milioni. Se ne parla dal 2018, allorché, per una felice intuizione dell’allora amministrazione Michelini, fu deciso di aderire alle Apea. Il problema è nato quando si è scoperto che l’ingresso del Comune nel Consorzio (dove sono presenti 15 aziende) non è valido poiché mai suffragato da una delibera di Consiglio. Da qui, dal 2019 a oggi, un’intricata querelle tecnico-giuridica sfociata nella richiesta di Palazzo dei Priori di uscire dall’ente sebbene quando è stato costituito appose la sua firma anche l’assessore Raffaella Saraconi. Tra pareri legali, lettere e diffide si è arrivati così a un punto morto con rimbalzi di responsabilità e accuse, come si è visto giovedì in Consiglio. 

“L’iter di costituzione del Consorzio, se si volesse, sarebbe sanabile – ha detto in aula il presidente, Enzo Mancini -. A luglio 2020 abbiamo avuto il riconoscimento dalla Regione per poter diventare ufficialmente un’Apea, ma a tutt’oggi ancora non lo siamo, in quanto non ci sono state tutte le adesioni dei consorziati (manca come detto il via libera del Comune, ndr). E quindi non possiamo operare e partecipare ai bandi. Siamo disposti al dialogo – ha aggiunto – ma vorremmo delle proposte concrete. O troviamo una soluzione nell’interesse della comunità, oppure chiudiamo la partita e ognuno si assume le sue responsabilità”. 

Sotto accusa, in particolare, una lettera del Comune, datata 16 febbraio, che intima al Consorzio la cessazione delle attività: “La sua costituzione presenta vizi sostanziali – ha spiegato giovedì il sindaco in aula -. La diffida contesta, da un lato, l’efficacia di tutti gli atti del Consorzio fin dalla nascita, di fatto costituito sine titulo. Dall’altro, chiede l’eliminazione del Comune dalla compagine sociale. La cancellazione la deve fare il Consorzio”. 

Il sindaco giovedì ha infine proposto un tavolo composto da Comune, imprenditori e Regione per risolvere la questione con l’obiettivo di partecipare ad altri bandi futuri, nella certezza che quello attuale scadeva ieri. Ma proprio ieri, come detto, la notizia dello slittamento dei termini di un’altra settimana e quindi la possibilità, in teoria, di riprendere in mano la situazione per il rotto della cuffia. Ci si riuscirà? Lo vedremo la prossima settimana: di certo servono però i progetti. Che finora nessuno, così giura Arena, ha mai visto.

“Voglio precisare – conclude il sindaco – che i finanziamenti non sono persi e che nessun progetto canteriabile è mai stato illustrato a questa amministrazione. Il Consorzio, per come costituito, ha natura illegittima, perché istituito in assenza di un atto deliberativo del Consiglio. In queste condizioni, non posso avallare la partecipazione del Comune. Proprio al fine di agire in maniera risolutiva e procedere alla corretta attuazione di Apea, verrà rivista la modalità di partecipazione del Comune, che potrà dare il suo contributo con un ruolo di supporto e di facilitatore di progetti”.

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