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Bullicame, si attende il via libera della Soprintendenza per il recupero


Viterbo, terminati i lavori al pozzo San Valentino, adesso il Comune attende il nullaosta della Soprintendenza per iniziare quelli di riqualificazione delle terme del Bullicame. Inoltre, a breve ci sarà il bando per la concessione del pozzo Sant’Albino, che potrà alimentare le terme dell’hotel Salus. Insomma, la chiusura del pozzo San Valentino rappresenta soltanto l’inizio di una sorta di domino che può portare a risolvere le questioni relative a tutti i punti termali della città.

“Ora possiamo mettere mano alla concessione delle Zitelle e sviluppare l’intero sistema termale, compresa la riqualificazione delle ex Terme Inps”, ha commentato il vicesindaco e assessore al Termalismo Enrico Contardo nel corso della conferenza stampa virtuale che è stata allestita per presentare nei dettagli il primo intervento appena portato a conclusione. 


“La riqualificazione del Bullicame inizierà a breve. Dopo che è stato tombato il pozzo San Valentino, ora si possono riempire le vasche e la caldara principale. Con i cittadini che potranno godere di nuovo delle loro acque termali” ha detto il sindaco Giovanni Arena, presente alla conferenza stampa. Sono intervenuti anche l’ingegnere Antonio Trotta, direttore dei lavori del Comune di Viterbo, il dirigente del settore VIII Eugenio Maria Monaco e il caposervizio del settore Termalismo Fabio Fanti. “Manca il parere della Soprintendenza che ci dia l’autorizzazione al progetto per il Bullicame che abbiamo inviato nel dicembre 2019 – ha spiegato Contardo -. Un mese fa sono stato in Regione e ho riconsegnato il progetto con delle tavole di chiarimento. Speriamo possano iniziare presto i lavori”.  Per arrivare fin qui il percorso non è stato lineare. “Dopo anni di contenziosi e problemi vari è finita una vicenda che si protraeva ormai dal 2014 tra cause e ricorsi al Tar”, hanno ribadito Arena e Contardo. 

Il pozzo San Valentino è stato perforato nel 1986 e si trova dentro la proprietà della Gestervit terme srl. Questa proprietà è all’interno dell’area di acqua termominerale Bullicame di cui, dal 23 luglio 2017, è concessionario per trent’anni il Comune di Viterbo.  La Gestervit e il Comune di Viterbo sono i protagonisti – assieme alla Regione Lazio, che ha dato in concessione l’area termale a Palazzo dei Priori – di una serie di contenziosi. I problemi sono cominciati il 25 novembre del 2014, quando ci sono stati un abbassamento del livello d’acqua del Bullicame e un aumento di portata della vicina sorgente San Valentino, da cui il flusso era dirottato all’adiacente hotel Salus. Il tutto è avvenuto in seguito ad un intervento non autorizzato. Il che portò all’ordinanza sindacale del 2 dicembre 2014, con la quale il Comune di Viterbo intimava alla Gestervit di chiudere il pozzo San Valentino, per far tornare l’acqua del Bullicame al livello nel quiale si trovava prima del suddetto intervento.  Da qui, si è approdati alla chiusura e al ricondizionamento del pozzo come recitava la determina regionale del 27 luglio 2020 pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione Lazio del 20 agosto 2020.  Ma prima, Palazzo dei Priori aveva anche rischiato di perdere la concessione. Infatti, la Regione il 12 marzo 2020 rinnovava formalmente l’invito al Comune “a provvedere con immediatezza a quanto già disposto con il verbale di sopralluogo redatto dai funzionari regionali l’11 febbraio 2020, ovvero alla chiusura mineraria del pozzo San Valentino in ottemperanza a quanto previsto nella determinazione del 28 luglio 2017, tenendo conto che la mancata osservanza di quanto prescritto è causa di avvio di revoca della concessione da parte dell’amministrazione regionale”.  Il che non è avvenuto. E ora, con il ritorno dell’acqua nella “callara”, il Comune di Viterbo attende il parere della Soprintendenza per dare il via al piano di riqualificazione del Bullicame.  Anzi, per dare nuovo impulso allo sviluppo del settore termale.

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