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ColFondo Agricolo: 14 produttori nel segno della Glera rifermentata in bottiglia

ColFondo Agricolo: 14 produttori nel segno della Glera rifermentata in bottiglia

Il marchio ColFondo Agricolo riunisce un gruppo di vignaioli della Pedemontana trevigiana impegnati in un progetto di valorizzazione della Glera rifermentata in bottiglia, come da antica tradizione. Solo uve di proprietà, tappo a corona e tempi di lavorazione e commercializzazione che esaltano l’unicità dell’annata e il potenziale evolutivo.

Spesso i trend non sono altro che il recupero di antiche tradizioni contadine. È così per la Glera rifermentata in bottiglia, il cosiddetto Prosecco “col fondo”, recentemente ammesso come tipologia (Sui Lieviti) anche all’interno del disciplinare del Prosecco Superiore Docg; lo era già in quello della Doc e dell’Asolo Docg. In effetti, si tratta della prima e più antica versione di bollicine prodotte tra le colline trevigiane, poi soppiantate dall’avvento dell’autoclave e dalla diffusione del Metodo Charmat. I lieviti che danno il nome alla tipologia sono quelli che ricadono sul fondo della bottiglia dove avviene la rifermentazione.

Il progetto ColFondo Agricolo

Negli ultimi anni un gruppo sempre più numeroso di aziende ha deciso di tornare a produrre come si faceva nell’Ottocento, forte di un’attenzione sempre maggiore dei consumatori per la versione Sui Lieviti. Tra le Cantine impegnate in questo senso ci sono i produttori di ColFondo Agricolo, un marchio registrato che riunisce 14 vignaioli della Pedemontana trevigiana, da Vittorio Veneto ad Asolo. Come si legge sul loro manifesto programmatico: “ColFondo Agricolo è la massima espressione qualitativa della Glera rifermentata in bottiglia, senza sboccatura. Uve selezionate, lieviti naturali, colori torbidi e tappi a corona: elementi che si fondono, in una combinazione sempre diversa, per dare vita a vini dalla forte personalità, complessi, longevi. Naturalmente artigianali, con un tocco rock”. 

L’area di riferimento del progetto ColFondo Agricolo è quella dei Colli Trevigiani

I vigneti e le uve

I produttori hanno messo a punto un vero e proprio decalogo, simpaticamente denominato “I 10 comandamenti”. Tra le regole da seguire c’è quella legata alle varietà: Glera per almeno il 70% del blend, e/o i vitigni storici come Perera, Verdiso, Bianchetta, Boschera e Rabbiosa fino a un massimo del 30%. Sono ammesse solo uve di proprietà e selezionate personalmente. L’areale di riferimento sono i Colli Trevigiani “dove da sempre l’uva di collina matura al sole”.

L’annata e il potenziale evolutivo

L’imbottigliamento è previsto da marzo a giugno dell’anno successivo alla vendemmia, mentre la commercializzazione deve iniziare obbligatoriamente l’anno successivo all’imbottigliamento.

«Crediamo nell’evoluzione del vino, anno dopo anno, e siamo convinti del suo potenziale di invecchiamento», precisano i produttori. Non a caso il settimo “comandamento” di ColFondo Agricolo recita: “Non temere il tempo, questi vini sorprendono anche dopo anni in bottiglia”. «In quest’ottica si inserisce la scelta di differenziare ogni vendemmia con una fascetta di un colore diverso, per sottolineare l’identità di ciascuna annata».

Il tappo a corona è una scelta tecnica che fonde affidabilità e praticità

Perché il tappo a corona

Un altro elemento distintivo è l’utilizzo del tappo a corona. Si tratta di una scelta tecnica che fonde affidabilità e praticità, senza venir meno all’espressività del vino. «Nel tempo abbiamo capito che questa soluzione permette di mantenere vivi la fragranza, i profumi e i sentori di questa tipologia di vini, permettendoci al tempo stesso di continuare la tradizione che storicamente lega il tappo a corona ai rifermentati in bottiglia».

Il terroir e l’interpretazione

Rispetto al Metodo Charmat, la rifermentazione in bottiglia dona alla Glera delle caratteristiche più sfaccettate. In generale, le note di mela risultano meno evidenti e lasciano spazio a sentori di crosta di pane legati alla lisi dei lieviti. Inoltre questo tipo di spumantizzazione enfatizza nel calice la zona di produzione e le scelte in vigna e in cantina.

«ColFondo Agricolo unisce vini che si assomigliano per fragranza aromatica, note evolutive, bevibilità, piacevolezza e una bolla sottile. Ma rimangono bottiglie molto personali che si distinguono anche per il terroir e l’interpretazione che ogni vignaiolo sceglie di dare», precisano i produttori.

Chi certifica la qualità

A stabilire l’ingresso di nuove aziende nel progetto ColFondo Agricolo è una commissione di degustazione esterna, presieduta da Giampaolo Giacobbo, collaboratore della guida Slow Wine e docente del Master Wine and Communication presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il gruppo di lavoro – che include enologi, sommelier, proprietari di enoteche ed esperti – assaggia alla cieca le referenze e ne valuta la qualità, considerando la tipicità dei micro-terroir e le potenzialità di invecchiamento.

Come si degusta il vino

Limpido o velato? Ci sono due scuole di pensiero contrapposte. «C’è chi scaraffa, dopo aver lasciato la bottiglia a riposo in posizione verticale per permettere ai lieviti di sedimentarsi sul fondo. In alternativa si può agitare la bottiglia, rimettendo in sospensione i lieviti, per assaporare appieno tutto l’aroma lasciato dalla particolare rifermentazione». Non esiste un modo giusto o sbagliato di procedere; ognuno è libero di scegliere secondo il proprio gusto. La prima versione, “limpida”, esalta le note del territorio, la frutta matura e le erbe balsamiche. La seconda, ossia “velata”, pone l’accendo sui lieviti e garantisce una maggiore pienezza e avvolgenza al palato.

Le aziende e i vini disponibili

Ecco in ordine alfabetico le Cantine che fanno parte di ColFondo Agricolo ad oggi: Bastia, Bele Casel, Ceotto Vini, Fratelli Collavo, Leo Vanin, Malibran, Martignago Vignaioli, Masot, Miotto, Mongarda, Moro Sergio, Ruge, Siro Merotto, Terre Boscaratto. La prima annata in commercio è la 2019, uscita a inizio 2021. Le bottiglie possono essere comprate contattando direttamente le singole aziende. Al momento nell’e-shop dei Vignaioli Trevigiani Indipendenti è possibile acquistare online alcune referenze. L’intenzione è creare a stretto giro una sezione dedicata a ColFondo Agricolo.

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© Riproduzione riservata – 13/03/2021

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