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Colleferro, il 26 maggio un tavolo in comune con gli ex lavoratori Amazon e con la Regione

Redazione 17 maggio 2021 15:54

Dopo le manifestazioni, organizzate dagli ex lavoratori che si sono svolte il 10 maggio 2021 a Colleferro, e in cui Amazon e Adecco hanno rifiutato qualsiasi dialogo, mostrando al di là delle pubblicità illusorie la loro vera disumanità di base, gli ex lavoratori del magazzino Amazon di Colleferro preannunciano l’iniziativa del sindacato USB che si è interessato alla questione e ha proposto per il giorno 26 maggio 2021 un tavolo di discussione presso la sala consiliare del municipio di Colleferro, a cui sono stati invitati i sindaci dei paesi limitrofi e la regione Lazio.

Il racconto della lunga giornata del 10 maggio

“Gli ex lavoratori ribadiscono che andranno fino in fondo per capire cosa c’è dietro tutto questo sistema di sfruttamento del precariato, reso ancor più grave, in quanto trattasi di lavoratori svantaggiati e quindi maggiormente bisognosi di lavoro, e reso ancor più ignobile perché praticato da un’azienda ricca che durante la pandemia si è arricchita ancor di più. Abbiamo ritenuto utile – si legge in un comunicato stampa Comitato manifestazione ex lavoratori somministrati Adecco/Amazon di Colleferro – fissare dei punti per ragionare sul da farsi: Punto 1) Adecco opera su autorizzazione ministeriale: possibile che dal Ministero nessuno abbia mai controllato o controlli tuttora l’operato di Adecco in questi “strani” frangenti, già accaduti in passato, in cui seleziona migliaia di lavoratori svantaggiati da somministrare ad Amazon? C’è il forte sospetto che Adecco riceva anche dei fondi per tutti i corsi di formazione e quant’altro riguarda i somministrati di categorie svantaggiate, per cui ha un evidente interesse a somministrare molte persone precarie. Cosicché si teme che i fondi pubblici per le agenzie per il lavoro finiscano per incentivare i turn over esasperati delle aziende come Amazon, anziché la continuità lavorativa necessaria per elevare la dignità del lavoratore stesso.

Punto 2) L’azienda Amazon ovviamente è tenuta a rispettare le leggi italiane e purtroppo le norme che regolano la somministrazione di lavoro a tempo determinato, così come sono fatte, sembrano incredibilmente concedere alle aziende ogni possibile sfruttamento del precariato basato proprio sui lavoratori svantaggiati che non rientrano nel tetto massimo che le stesse norme pongono come limite di uso del precariato per le aziende. Possibile che i legislatori non si siano mai accorti di questa possibilità insita nella stessa legge che in teoria era nata per contrastare il precariato? Oppure i legislatori lo sapevano e lo sanno benissimo e a loro va bene così? Si parla del decreto legislativo 81 del 2015 e del decreto legge 87 del 2018 (il cosiddetto Decreto Dignità). Punto 3) Dalle numerose testimonianze che ci sono pervenute dagli altri stabilimenti di Amazon in Italia, non solo quello di Passo Corese, sembra purtroppo evidente e facilmente accertabile l’uso da parte di Amazon diretto a un precariato molto al di sopra di quanto normalmente consentito, e questo avviene in tutti i periodi dell’anno, non solo durante i famosi picchi di cui parla sempre l’azienda.

Il modo usato da Amazon per utilizzare un precariato così alto, a fronte di un numero molto inferiore di personale stabile a tempo indeterminato, è ottenuto proprio grazie all’utilizzo di lavoratori svantaggiati appositamente scelti dalle agenzie per il lavoro per aggirare il tetto massimo consentito. Ormai lo hanno capito un po’ tutti, cosa aspettano i parlamentari e il Ministero per agire? Punto 4) Nel caso specifico di Colleferro, Adecco, dopo aver mandato via migliaia di ex lavoratori e aver successivamente somministrato centinaia e centinaia di nuovi lavoratori (sempre svantaggiati) per il magazzino di Amazon, sta richiamando alcuni ex lavoratori senza ovviamente fornire una qualsiasi spiegazione logica di scelta. Nessuno degli ex lavoratori è effettivamente riuscito a trovare una logica sensata. Adecco si rifiuta di rispondere a qualsiasi domanda. Cosa aspetta il Ministero, che, ribadiamo, fornisce alle agenzie per il lavoro le autorizzazioni per operare, a chiedere ad Adecco cosa sta combinando e quali criteri sta adottando nelle scelte scellerate che ha fatto e fa attualmente? Per tutti questi motivi, finché il Parlamento non avrà ritenuto necessario provvedere a una seria riforma delle norme che regolano la somministrazione di lavoro, gli ex lavoratori del magazzino Amazon di Colleferro stanno cercando di riunire le forze con gli altri lavoratori ed ex lavoratori, ma anche con tutte le forze sociali che hanno a cuore il Paese, perché si arrivi a manifestare davanti al Parlamento, in piazza di Monte Citorio, per gridare a gran voce che l’Italia non vuole e non merita norme che favoriscono e consentono in maniera assurda il vergognoso precariato dei lavoratori svantaggiati. Forse nelle idee di Amazon e Adecco si è smarrito il senso della democrazia e della Costituzione italiana, ma rimane scritto nell’articolo 1 e nelle menti di chi ama questo Paese che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

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