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Concorsopoli, graduatoria Allumiere verso l’annullamento

Si va verso l’annullamento del concorso che ha visto le assunzioni a tempo indeterminato al Consiglio regionale del Lazio di 16 persone “attinte” da un bando del Comune di Allumiere.

Il sindaco del Comune sui Monti della Tolfa, Antonio Pasquini, che è finito anche lui nella bufera, ha infatti incaricato l’avvocato Stefano Trippanera di dare un parere pro meritate sulla regolarità del concorso. L’esito del legale lascia spazio a pochi dubbi. “La procedura concorsuale risulta viziata e l’amministrazione dovrà valutare la percorribilità di un annullamento, anche in autotutela, degli atti che ne siano conseguiti…”, scrive l’avvocato Trippanera, che in pratica nella sua relazione richiesta dal Comune indica l’unica strada percorribile per l’amministrazione, quella appunto di annullare il concorso nonostante nelle ultime settimane era stato ribadito più volte come le procedure seguite fossero regolari.

Nel parere rilasciato dall’avvocato Trippanera vengono ribadite le due presunte anomalie che avrebbero invece inficiato la regolarità del concorso. Innanzitutto dovevano superare la preselettiva i primi venti classificati, oltre ai pari merito del ventesimo; in seconda ipotesi, coloro che avessero conseguito un punteggio minimo di 21/30. Nella corretta interpretazione del bando, secondo quanto scritto da Trippanera, non si poteva derogare da questi due principi.

Anzi, “nel caso in cui il punteggio 21/30 fosse stato raggiunto da un numero inferiore a venti, l’ammissione sarebbe dovuta essere limitata a quest’ultimi, sebbene di numero inferiore a venti”. Interpretazione ben diversa da quella dello stesso sindaco di Allumiere, che di fronte alle telecamere di “Non è l’Arena” aveva detto che gli idonei selezionati erano stati cento perché si doveva “moltiplicare il numero 20 per il numero dei posti messi a concorso (5, ndr)”. La graduatoria degli ammessi alle prove successive al concorso risulterebbe, quindi, viziata per contrasto con le previsioni del bando e lo stesso sindaco di Allumiere, infatti, giovedì scorso è stato costretto correggere il tiro e ad ammettere l’errore nel corso di una riunione di maggioranza. Durante l’incontro sono stati anche sottolineati i possibili rischi per responsabilità amministrativa, ed eventualmente penale, che possono conseguire al mancato annullamento del concorso. L’errore commesso potrebbe essere stato già pagato a caro prezzo dal presidente della Commissione, Andrea Mori, al quale giovedì sarebbe stata spedita la lettera di licenziamento. Viene avvalorata così la linea dura del presidente Zingaretti, che aveva preteso le dimissioni del presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini.

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