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Conte vuole candidarsi a Primavalle, ma… “qua nun lo votamo”

Uno scranno per Giuseppe Conte. L’idea circola da giorni. “E’ ora che torni nei palazzi”. Quale migliore occasione delle elezioni suppletive per un seggio alla Camera del prossimo ottobre? Lo ha lasciato scoperto Emanuela Del Re. La deputata ed ex viceministra grillina è stata nominata rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel. Il seggio è quello del collegio uninominale di Primavalle. Ma siamo sicuri che l’ex premier riuscirebbe a vincere?

 

Tra le prime borgate fasciste della città, Primavalle si estende tra piazza Capocelata e piazza Clemente XI (ma per tutti piazza Mario Salvi, detto er gufo, ucciso dalla polizia negli anni 70 ). Lungo la via che le collega sorgono bassi, bianchi, squadrati e disadorni i lotti popolari. Per anni un feudo rosso. Poi, l’immigrazione, la gestione a volte opaca degli alloggi (Primavalle è uno dei quartieri con più case popolari: quasi 3mila) e il degrado (le infiltrazioni d’acqua creano continui problemi) hanno segnato una leggera svolta a destra. Poi, il boom grillino del 2016.  Eppure già nel 2018 l’entusiasmo era calato: Emanuela Del Re sconfisse per mille voti il candidato del centrodestra. Un nuovo vento cominciava a soffiare. “Con le assegnazioni agli stranieri un certo populismo di destra ha fatto breccia tra i residenti”, dice Simone Conte, presidente dell’associazione Vengo da Primavalle.

 

All’edicola di piazza Capocelata, la titolare si è allontanata un attimo. La sostituisce suo marito, Emilio, 56 anni, che da due giorni è tornato a lavorare alla Farnesina. Dopo mesi di cassa integrazione ha ripreso a fare il cuoco per diplomatici e funzionari e, a volte, anche per il ministro. “Sai quante gliene vorrei dire a Di Maio, ma lasciamo perdere… comunque ormai non voto più, nella mia vita ho votato praticamente tutti, mi mancano giusto Salvini e Meloni…”. E i 5 stelle? “I grillini li ho votati sia alle comunali sia alle politiche, mi hanno deluso. Intendiamoci, nessuno ha la bacchetta magica, ma se prometti mari e monti almeno qualcosina mi aspetto e invece hanno fatto come tutti gli altri”. Ovvero? “Adesso che c’è la campagna elettorale sono rispuntati: fanno i banchetti, aggiustano qualche marciapiede”. Nel fine settimana tornerà da queste parti Alfredo Campagna, presidente grillino del Municipio XIV. “Ha detto che da volontario pulirà il parco Anna Bracci, forse pensa che siamo fessi”.

 

Il parco Anna Bracci è uno dei mille esempi degli scontri tra comune e Regione. L’ha realizzato il Campidoglio, ma su un terreno dell’Ater, l’agenzia regionale che gestisce gli alloggi popolari. A chi tocca dunque potare le piante e tagliare l’erba? A nessuno. Almeno così dicono entrambi. Una pezza la mettono i volontari di Vengo da Primavalle che periodicamente pagano lo sfalcio. Il parco è dedicato ad Annarella Bracci, una ragazzina di dodici anni che scomparve a inizio anni 50, il suo cadavere fu trovato giorni dopo in fondo a un pozzo. La vicenda sconvolse Roma e non solo. 

Le storie del quartiere sono, spesso, storie di sangue. Violenza politica e cronaca nera. Anche i non romani ricordano il rogo di Primavalle. Era il 1973 e alcuni militanti di Potere operaio diedero fuoco a una palazzina dove viveva il segretario locale del Msi: morirono i suoi figli di 8 e 22 anni, Virgilio e Stefano Mattei.

 

A pochi passi dal palazzo del rogo c’è un grande murale ad angolo. Si chiama ‘Il peso della memoria’. Personaggi più o meno noti dell’arte e della politica si reggono l’un l’altro in una specie di gigantesca matrioska di marionette. La figura più grande in alto è Giuseppe Tanas, operaio e ucciso dalla polizia nel 1947. A lui è dedicata la squadra di calcio del quartiere e al pari di Mario Salvi è ricordato come un martire.

  

Un immaginario di dolore che non può esculdere la droga. A Primavalle l’ha cantata un poeta mica da ridere, Franco Califano. L’autore di ‘Gente de borgata’ abitò qui (e fu presidente della squadra di calcio Tanas Primavalle). Scrisse persino un inno contro l’eroina ‘Occupate le palestre’ per sostenere i giovani tossicodipendenti che alla fine degli anni ottanta occuparono una palestra per disintossicarsi. “Cuori grandi di Primavalle vi aspetta una vita fatta a spicchi di stelle – i valori delle cose sono fuori da ogni dose”.

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