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Coronavirus, coprifuoco dalle 23, riaperture delle palestre e dei centri commerciali nel week-end, ecco tutte le novità dell’ultimo decreto

Redazione 18 maggio 2021 07:08

Tante le novità importanti in vista di un ritorno alla quasi normalità di tutti i giorni con la situazione pendemica che va, finalmente, migliorando in tutta Italia e con i colori che gradulamente vanno verso il bianco. A partire dal 7 giugno sei regioni italiane andranno in zona bianca e usufruiranno delle regole del nuovo decreto del governo Draghi varato ieri, 17 maggio. Secondo la road map esaminata dalla Cabina di Regia che si è riunita prima del consiglio dei ministri – come riporta today.it – e alla quale ha partecipato anche il Comitato Tecnico Scientifico, il passaggio alla zona bianca avverrà in due tempi. 

Chi va in zona bianca a giugno con il nuovo decreto di Draghi

Dal primo giugno, se il trend dei contagi e delle ospedalizzazioni rimarra quello attuale, dovrebbero entrare in zona bianca Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Dal 7 giugno dovrebbe toccare ad Abruzzo, Veneto e Liguria. Il testo del decreto 17 maggio modifica i parametri di ingresso nelle “zone colorate”, secondo i criteri proposti dal ministero della salute, in modo che assumano principale rilievo l’incidenza dei contagi rispetto alla popolazione complessiva nonché il tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva. Ovvero il cosiddetto Rt ospedaliero. 

Nelle regioni in zona bianca valgono solo le regole di comportamento (mascherina, distanziamenti). Non c’è coprifuoco. Ma anche nelle zone gialle si prevedono rilevanti, ancorché graduali, modifiche. In particolare, spiega il comunicato del consiglio dei ministri in attesa della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, per quanto riguarda il coprifuoco e dall’entrata in vigore del decreto, il divieto di spostamenti dovuti a motivi diversi da quelli di lavoro, necessità o salute, attualmente previsto dalle ore 22.00 alle 5.00, sarà ridotto di un’ora, rimanendo quindi valido dalle 23.00 alle 5.00. A partire dal 7 giugno 2021, sarà valido dalle ore 24.00 alle 5.00. Dal 21 giugno 2021 sarà completamente abolito. 

L’altra decisione che è arrivata dalla cabina di regia, dopo il lavoro dei tecnici, è quella che riguarda il cambio dei parametri del monitoraggio con il quale vengono stabiliti i colori delle Regioni. L’Rt, l’indice di diffusione del contagio, non sarà più determinante: conteranno invece il tasso di occupazione di terapie intensive e reparti ordinari (ovvero il cosiddetto Rt ospedaliero, che nell’ultimo monitoraggio era a 0,78) e l’incidenza dei casi. Con 250 ogni 100mila abitanti si va in zona rossa, con 150-250 in arancione e con 50-150 in giallo. Con meno di 50 casi per 3 settimane consecutive e un rischio basso si va invece in zona bianca, dove le uniche misure in vigore sono il distanziamento e l’uso della mascherina.

Da quando scatta il coprifuoco alle 23?

Quando entrerà in vigore il nuovo decreto? E quando scatta il coprifuoco alle 23? Le misure dovrebbero entrare in vigore già mercoledì 19 maggio, e quindi già dalla sera di domani il coprifuoco dovrebbe slittare alle 23. Ma fonti qualificate di governo non escludono che le nuove misure entrino in vigore già oggi, se i tempi tecnici lo consentiranno. Ovvero se il decreto completerà l’iter in tempo. Il testo approvato ieri sera sera in Consiglio dei ministri deve infatti essere sottoposto al vaglio del capo dello Stato e dopo la firma del presidente della Repubblica dovrà essere pubblicato in Gazzetta ufficiale. Dunque anche se l’obiettivo sarebbe quello di renderlo efficace già domani, viene reputata più probabile l’entrata in vigore mercoledì. In base a questo scenario, questo è il dettaglio delle date previste per le riaperture: 

18 maggio: entra in vigore il posticipo del coprifuoco alle 23 (c’è la possibilità che funzioni dal 19); 

22 maggio: è prevista la riapertura nel week end di centri commerciali, mercati e i parchi commerciali nel fine settimana; riaprono anche gli impianti di risalita nelle località di montagna, che erano chiusi dall’estate scorsa;

24 maggio: riaprono le palestre, in anticipo di una settimana rispetto alla data del primo giugno;

1 giugno:  tocca a bar e ristoranti che non hanno spazi all’aperto: si potrà prendere il caffè al bancone del bar o pranzare e cenare fuori anche nei locali al chiuso, cosa quest’ultima, che non era prevista dal decreto in vigore;

7 giugno: il coprifuoco scatta alle ore 24; 

15 giugno: tornano le feste di matrimonio ma per partecipare servirà il green pass, vale a dire il certificato di avvenuta vaccinazione, di guarigione o un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Sarà il Cts a definire il numero massimo di partecipanti per gli eventi all’aperto e per quelli al chiuso. Ripartono anche le fiere con la presenza di pubblico, i parchi tematici (che in base al vecchio decreto dovevano riaprire il 1 luglio) i convegni e i congressi;

21 giugno: è la data prevista per la cancellazione totale del coprifuoco;

1 luglio: ripartono  le piscine al chiuso, i centri termali, le sale giochi, bingo e casinò, i centri ricreativi e sociali, i corsi di formazione pubblici e privati.

Il primo luglio sarà anche la data in cui si potrà tornare ad assistere ad una competizione sportiva al chiuso: la capienza sarà limitata al 25% del totale e comunque non potranno esserci più di 500 spettatori. Si prevede anche la ripartenza dei congressi ma si sta ragionando di anticiparla al 15 di giugno con il green pass.

Il decreto di Draghi e i matrimoni con il Green Pass

Dalla metà di giugno le coppie potranno tornare a festeggiare i matrimoni. Ma con il “green pass”, e cioè certificazione di vaccinazione o tampone, per i partecipanti. Per questo l’annuncio riattiva le polemiche tra gli organizzatori delle feste e i matrimoni. E questo perché per il settore della ristorazione la riapertura è fissata due settimane prima. “In questi mesi- racconta all’agenzia di stampa Dire Marilena Zambelli, capo delegazione di Federmep (Federazione matrimoni ed eventi privati) dell’Emilia-Romagna – erano vietati i festeggiamenti, sia al ristorante che in casa. Ma la ristorazione comune all’aperto è ricominciata da tempo e comunque, gia’ da prima, molti ristoratori hanno approfittato della situazione, ospitando eventi in barba ai  divieti, facendo rischiare il contagio e 3.000 euro di multa ad ogni singolo invitato”.

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