de-luca-tra-draghi-(“mai-nominato-il-sud”),-ministri-“imbalsamati”-e-la-transizione-da-“manicomio”-di-grillo

De Luca tra Draghi (“Mai nominato il Sud”), ministri “imbalsamati” e la transizione da “manicomio” di Grillo

“Non ho ascoltato nessuna parola sul Mezzogiorno“. E’ un Vincenzo De Lucaprudente” e “perfino diffidente” sul nuovo governo che sta per nascere e sarà guidato dall’ex presidente della Bce Mario Draghi. Pur nutrendo “rispetto” per il premier incaricato, il governatore della Campana avanza dubbi sui soldi in arrivo dall’Unione Europea: “Non so cosa si preveda per il Sud in relazione agli investimenti e al Recovery plan, sono cose che dovremo verificare” ha detto nella consueta diretta social del venerdì.

De Luca denuncia di non aver mai ascoltato la parola “Mezzogiorno” né da Draghi né da nessuna forza politica prima di mostrarsi scettico sulla potenziale rosa dei ministri, anche tecnici: “Ho visto circolare nomi che noi umani non ci saremmo mai aspettati di sentire” commenta ironico il presidente campano. Il riferimento è a una “figura tecnica che ho avuto la sventura di incontrare in qualche riunione nazionale e non capivo mai se fossero figure sveglie o imbalsamate. Mi auguro sinceramente di non ritrovare nei ministeri decisivi figure di questo tipo”.

Sul ministero della transizione ecologia l’attacco all’ex comico Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle. “Abbiamo appreso da Grillo che si realizzerà il ministero della transizione ecologica. Avremo niente poco di meno che il ministero alle Galassie. Non potrà che essere affidato ad una persona di alto profilo, come Giordano Bruno, credo stia aspettando una chiamata a Campo dei Fiori. “Provate a immaginare questo ministero – aggiunge – dovrebbe accorpare varie direzioni di altri ministeri. Passerebbe un anno solo a organizzare il ministero. Ci saremo aspettati risultati più modesti”.

De Luca ricorda poi che “stiamo lavorando concretamente ai temi della transizione ecologica che è un grande tema del futuro. La riconversione ecologica di tutti i sistemi economici dell’Europa e nel mondo. È il tema del futuro da affrontare non in termini di propaganda”, aggiunge il governatore campano perché “in queste condizioni l’unica transizione prevedibile in Italia è la transizione verso il manicomio“.

TRASFORMISMO DI LEGA E 5 STELLE – Con il governo Draghi  “possiamo valutare un cambio di stile”, non più la valanga di tweet che ci vengono scaricati addosso da dirigenti politici”. Altro cambiamento che sottolinea De Luca è quello di Lega e M5S: “Salvini che per anni ci ha raccontato in maniera un po’ sgangherata che l’Europa era il nemico, ha scoperto che riceviamo dall’Europa centinaia di miliardi di euro, ha scoperto che è importante mantenere una posizione di grande attenzione e prudenza nei rapporti con l’Ue – dice su Facebook – se questo è vero è una cosa importante per l’Italia”.

Discorso analogo anche per il M5S passato dai “salti in piazza alla responsabilità di Governo, dalla demagogia e aggressività al rispetto per l’interlocutore. Quello che valuto in maniera problematica sia nel caso della Lega che dei Cinque Stelle è la carenza di motivazioni che vengono fornite rispetto a questa evoluzione politica, quando si cambia in maniera radicale è doveroso spiegare perché altrimenti resta nell’aria il sospetto di trasformismo e improvvisazione”.

L’articolo De Luca tra Draghi (“Mai nominato il Sud”), ministri “imbalsamati” e la transizione da “manicomio” di Grillo proviene da Il Riformista.

Related Posts