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Femminicidio a Napoli, uccisa ragazza di Viterbo. E’ stata trovata carbonizzata

Picchiata, accoltellata e data alle fiamme da un uomo che forse conosceva. E’ l’orribile fine di Ylenia Lombardo, 33 anni, uccisa mercoledì scorso, 5 maggio, nella sua casa di San Paolo Belsito, in provincia di Napoli. Qui la ragazza si era trasferita da Viterbo, dove abitava insieme alla figlia piccola e alla madre, in una palazzina nel quartiere Carmine. Originaria di Pago del Vallo di Lauro, comune dell’avellinese, qualche mese fa era tornata in Campania per cercare lavoro. Anche ieri Ylenia sarebbe dovuta rientrare nella Tuscia – come faceva una volta ogni due settimane durante il week-end -, per rivedere i suoi familiari, che dal pomeriggio di mercoledì però non avevano più avuto sue notizie. Il timore che gli fosse potuto accadere qualcosa di terribile ha trovato conferme poche ore dopo, nella serata di mercoledì, quando alcuni ragazzi di San Paolo Belsito hanno visto fuoriuscire del fumo dalle finestre di una casa, in via Ferdinando Scala, che si trova lungo uno stradone nel centro abitato del paese. I giovani hanno sfondato la porta e chiamato i carabinieri, che all’interno della camera da letto, da dove si era sviluppato il rogo, hanno trovato Ylenia priva di vita.

La ragazza sarebbe stata trovata con ecchimosi sul volto e segni di coltellate sul corpo, semicarbonizzato dalla cintola in su, mentre nella stanza c’erano tracce di sangue. Subito si è avuto il sospetto che potesse trattarsi di un femminicidio e così sono scattate le indagini dei militari del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, coordinate dalla procura di Nola. Indagini che hanno subìto una svolta immediata, con il fermo avvenuto durante la notte di un 36enne originario del posto, già noto alle forze dell’ordine e in cura presso un centro di igiene mentale di Nola. Nell’abitazione dell’uomo, che sarebbe stato individuato grazie alle testimonianze di alcuni cittadini e ai filmati delle videocamere di sorveglianza della zona, i carabinieri avrebbero trovato alcuni abiti sporchi di sangue. Non è stato chiarito se il presunto assassino conoscesse la vittima, che stando alle prime ricostruzioni fornite dagli investigatori avrebbe picchiato la ragazza con calci e pugni, uccidendola a coltellate, per poi dare fuoco alla camera da letto, forse con l’intenzione di depistare le indagini.

La comunità viterbese, dove Ylenia Lombardo era molto conosciuta, ieri mattina si è risvegliata sotto choc, non appena la notizia della sua uccisione ha fatto il giro della città. La 33enne, che era separata, nell’ultimo anno, come detto, aveva deciso di cercare lavoro nella sua terra d’origine. Nonostante il legame fortissimo con la figlia e la madre, dopo aver trovato un’occupazione come badante a San Paolo Belsito aveva deciso di trasferirsi nel comune dell’hinterland napoletano prendendo in affitto una casa in via Ferdinando Scala. Quell’abitazione dove mercoledì pomeriggio è stata uccisa. Sconosciuto il movente del femminicidio, con le indagini dei carabinieri che dopo il fermo del 36enne sono soltanto nella fase iniziale. Tanti, infatti, gli aspetti che sono ancora da chiarire. Su tutti se il presunto assassino già in passato fosse entrato in contatto con Ylenia Lombardo, ansiosa di rientrare a Viterbo per abbracciare i suoi cari. La ragazza, infatti, ieri era attesa in città, come lei stessa aveva confidato nei giorni scorsi a diversi amici.

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