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Giovane irrequieta lancia coltelli alla mamma. Denunciata 23 enne del Capoluogo

Quella che stiamo per raccontarvi è una storia assurda fatta di violenze familiari ripetute negli anni, iniziate dal padre, poi allontanato dalla famiglie, e proseguite con la figlia appena 23enne che addirittura aveva portato la mamma a dormire con la porta della sua camera chiusa di notte per paura degli scatti d’ira della giovane.

Nelle ore scorse personale della Squadra Mobile della Questura di Frosinone ha denunciato, in stato di liberta, la giovane donna, residente nel capoluogo, resasi responsabile del reato di maltrattamenti contro i familiari.

La vicenda nasce in seno ad una famiglia del frusinate composta da una madre divorziata e cinque figlie affidate alle sue cure perché già il padre delle giovani si era macchiato di analoghi fatti e per questo era stato allontanato dalla casa familiare.

Ed è questo che rende ancora più amara questa vicenda che oggi vede la figlia 23enne più grande delle cinque macchiarsi dello stesso reato di cui lei stessa è stata vittima in passato, i cui dettagli sono stati svelati dall’attività investigativa posta in essere dal personale della Questura, coadiuvato dal medico psicologo della Polizia di Stato Dr.ssa Pagliarosi Cristina e diretto dal Dirigente della Squadra Mobile dott. Flavio Genovesi. La condotta della giovane è stata costellata da una serie di ingiurie di ogni genere, minacce di morte, lanci di oggetti tra cui anche coltelli, percosse e lesioni in danno della madre compiute al culmine di crisi d’isteria accompagnate dal danneggiamento di suppellettili oltre che di porte e finestre dell’appartamento.

Tutte azioni poste in essere principalmente in danno della madre dell’indagata che è stata costretta a modificare le proprie abitudini di vita, arrivando a dover dormire con la porta della camera chiusa a chiave per tutelarsi dalle continue aggressioni, anche notturne, ed a denunciare la propria figlia presso la Questura.

Il fatto che l’indagata, dopo l’ennesimo episodio di violenza domestica, si fosse allontana autonomamente non ha fermato l’attività degli investigatori e dall’Autorità Giudiziaria.

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