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Governo Draghi, il giuramento dei ministri in diretta: le ultime notizie – Corriere della Sera

Oggi a mezzogiorno l’Italia entra nell’era Draghi, con il giuramento dei ministri annunciati ieri sera dal nuovo presidente del Consiglio. In tutto 23 personalità — qui l’elenco completo con le biografie — con 15 uomini e 8 donne. La cerimonia si svolge nel Salone delle festa; i giornalisti dovranno seguirla in diretta streaming, per rispetto della normativa contro la diffusione del coronavirus. Dopo il giuramento, si terrà la cerimonia del passaggio della campanella tra Conte e Draghi; poi il primo Consiglio dei ministri del nuovo esecutivo.

Ore 10:55 Colao, Cingolani, D’Incà, Dadone e Bianchi al Colle
Al Quirinale sono arrivati anche Federico D’Incà (5 Stelle), ministro per i Rapporti con il Parlamento; Roberto Cingolani, ministro all’Ambiente e alla Transizione ecologica; Vittorio Colao, ministro alla Transizione digitale; Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione; Fabiana Dadone (5 Stelle), ministra delle politiche giovanili.

Ore 10.52 I primi arrivi: Stefani, Brunetta, Carfagna e Gelmini
La prime ministre ad arrivare, per il giuramento, sono la leghista Erika Stefani, ministro per la Disabilità, Mariastella Gelmini, Forza Italia, alla guida del dicastero degli Affari regionali, e Mara Carfagna, titolare del dicastero del Sud. Arrivato anche Renato Brunetta, Forza Italia, titolare della Pubblica amministrazione.

Ore 10.42 Il No del senatore M5S Dessì
«Voterò NO al governo Draghi. Ci sarà modo, fin dalle prossime ore, per discutere insieme sui motivi di questa scelta»: a scriverlo è il senatore del M5s Emanuele Dessì. I 5 Stelle hanno votato su Rousseau per decidere se appoggiare o meno il governo Draghi; l’esito è stato positivo (circa il 60% ha detto sì); il voto su Rousseau, ha detto il capo politico dei 5 Stelle, è «vincolante» per i parlamentari; chi voterà contro, dunque, potrebbe essere sanzionato.

Ore 10.30 Di Battista contro il governo

«Il Presidente del Consiglio è responsabile della scelta dei suoi ministri. Con questi nomi perde la santità e torna ad essere un semplice beato»: la frase è di Alessandro Di Battista, che ha lasciato i 5 Stelle in polemica per l’annunciato sì del Movimento al governo Draghi. Di Battista definisce «spesso scellerate e nefaste per il pubblico interesse» alcune delle decisioni assunte da Draghi durante la sua carriera da presidente della Bce, governatore della Banca d’Italia, dirigente del ministero del Tesoro.

Ore 10:09 Draghi «gigante d’Europa», per il New York Times
«Un gigante d’Europa si prepara a guidare il nuovo governo di unità in Italia»: così il New York Times racconta, sulle sue pagine, la nascita del nuovo esecutivo. Draghi, spiega il quotidiano, «avrà il compito di guidare l’Italia attraverso una pandemia devastante e imprevedibile, ma deve anche garantirne il futuro spendendo in modo saggio ed efficiente» il denaro senza precedenti «raccolto collettivamente» dall’Ue per sostenere i Paesi. «Se fallisce, è meno probabile che i paesi Ue decidano in futuro nuove misure analoghe».

Ore 9:45 L’insoddisfazione nei 5 Stelle
Le scelte di Draghi non potevano soddisfare interamente i partiti e infatti non li hanno soddisfatti: nei 5 Stelle è scattata la rivolta di 30 senatori, dopo l’addio annunciato giovedì da Di Battista; il Pd deve adattarsi rapidamente alla convivenza col centrodestra e dovrà spiegare perché non ha ministre; in Forza Italia ci sono malumori perché ha prevalso l’ala più governista; Salvini, scrive Verderami, «sembra già stretto nella morsa» tra la Meloni di lotta e il Giorgetti di governo.

Ma l’unico aspetto che rileva adesso è la personalità del premier, l’indipendenza mostrata nelle scelte, e la certezza che ha persone funzionali per fare le tre cose che gli chiedono gli italiani: scrivere un Recovery Plan impeccabile, e quello può farlo in tre giorni anche bendato; contrastare il dilagare delle varianti del virus; rilanciare l’economia. Non sarà un cammino facile ma la luna di miele — presumibilmente — non sarà breve: dal whatever it takes, la celebre frase con cui salvò l’euro, per un po’ passeremo al whatever he takes, qualunque cosa prenda e faccia sarà o sembrerà giusta. Almeno all’inizio.

Di certo, «il governo è migliore e la crisi non è stata sprecata», scrive Polito.

Ore 9:30 Un governo di svolta?

Quanto questo governo — un mese dopo le dimissioni di Giuseppe Conte — rappresenta una svolta nella nostra storia? Come spiegano Massimo Franco, Antonio Polito e Francesco Verderami, i punti da considerare sono questi:
– Il premier ha tre persone di sua fiducia nei ministeri chiave: Daniele Franco all’Economia, Vittorio Colao all’Innovazione tecnologica e transizione digitale e Roberto Cingolani alla Transizione ecologica. Strategico anche il ruolo di Roberto Garofoli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che ai tempi del primo governo Conte aveva lasciato il posto di capo di Gabinetto all’Economia per contrasti con i 5 Stelle.
— Con l’eccezione fondamentale dell’Economia, i ministri chiave del Conte 2 sono stati confermati: Lamorgese all’Interno, Di Maio agli Esteri, Speranza alla Salute, Guerini alla Difesa, Franceschini alla Cultura.
— Tra i tecnici di alto profilo, spiccano Marta Cartabia alla Giustizia, Patrizio Bianchi all’Istruzione (qui il “dopo Azzolina” spiegato da Gianna Fregonara), Cristina Messa all’Università ed Enrico Giovannini alle Infrastrutture e Trasporti.
— Tra i partiti, la Lega prende un posto strategico con Giancarlo Giorgetti allo Sviluppo economico: una scelta importante per il profilo in evoluzione (post-sovranista?) del partito di Salvini, che incassa anche il Turismo con Massimo Garavaglia e la casella della Disabilità con Erika Stefani. Il Pd, oltre ai confermati Franceschini e Guerini, piazza Andrea Orlando al Lavoro. I 5 Stelle tengono Di Maio, portano Patuanelli all’Agricoltura e confermano D’Incà ai Rapporti col Parlamento. Forza Italia riempie tre caselle rispolverando nomi come Renato Brunetta alla Pubblica amministrazione, Maria Stella Gelmini agli Affari regionali e Mara Carfagna al Sud e Coesione territoriale. Italia viva, artefice di questa rivoluzione, riporta Bonetti alle Pari opportunità, e nulla più (ma Renzi esulta su Twitter: “Una squadra di alto livello, con alcuni ingressi di straordinario valore”).

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Governo Draghi, il giuramento dei ministri in diretta: le ultime notizie – Corriere della Sera

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