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Il cardinale Kasper contro il Sinodo tedesco

Il cardinale Walter Kasper, illustre teologo e fino a pochi anni fa nume tutelare del fronte novatore che lo usava come apripista di ogni innovazione possibile e immaginabile nella Chiesa, è tornato a dire la sua sul Sinodo tedesco, quello “vincolante”, che in Germania va avanti e si ripromette di cambiare un po’ tutto, con la giustificazione che lo si fa per combattere gli abusi. Kasper, elogiato pubblicamente dal Papa nel suo primo Angelus del 2013 e incaricato di dare il via al Sinodo straordinario sulla famiglia con la sua relazione segreta letta in concistoro, ha definito il Cammino sinodale intrapreso dai suoi connazionali nientedimeno che “il tentativo di compiere un colpo di stato”. Il porporato aveva già detto tutto il male possibile di quanto stava accadendo in patria, chiedendosi se tutto ciò “è davvero cattolico”. Ora fa un passo ulteriore e ricorda che “la Chiesa non può essere governata in modo sinodale, perché i sinodi non possono essere istituzionalmente permanenti”. L’errore-chiave dei confratelli tedeschi, ha ricordato il card. Kasper, è stato quello di aver stracciato e cestinato la lunga lettera che il Papa inviò loro nel giugno di tre anni fa. Da quel momento, il disastro si è compiuto.

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