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Indotto Val d’Agri, Uiltec lancia l’allarme sulla manodopera extraregionale

“Siamo al paradosso, in un periodo di difficoltà e di ristrettezza di attività lavorative, dovrebbe essere privilegiato l’impiego di manodopera locale come sancito dal protocollo tra ENI, Regione Basilicata e parti sociali del 5 ottobre 2012. E’ quanto emerge da una nota del segretario regionale Uiltec, Giuseppe Martino, in merito alle difficoltà che insistono sull’indotto petrolifero lucano in Val D’Agri, con particolare riferimento alla società Italfluid Geoenergy: oggetto di incontro lo scorso 4 febbraio e interessata da un cambio di appalto di alcune attività, secondo il sindacato, con evidenti ripercussioni sui lavoratori.

“Giova ricordare – ha fatto sapere Martino – che in occasione del recente tavolo in Confindustria Basilicata finalizzato alla gestione del cambio di appalto, l’azienda assicurò la previsione di un’equilibrata rispondenza tra le attività lavorative, i carichi di lavoro e la rotazione del personale, dichiarando la totale assenza di esuberi pur in presenza di una riduzione delle commesse, impedendo così il passaggio di alcuni lavoratori verso altra ditta destinataria di parte delle commesse Val D’Agri”. Azienda, quest’ultima, che secondo Martino avrebbe assicurato invece un buon livello di impiego utilizzando in parte, tra l’altro, manodopera non locale. Nessuna soluzione dalla Italfluid, anch’essa presente sul territorio con manodopera extraregionale e che avrebbe semplicemente attivato la rotazione lucana.

“La Basilicata – ha concluso il segretario – contribuisce al 10% del fabbisogno energetico dell’Italia e i lavoratori lucani non meritano questo trattamento”. A seguito di una assemblea, chiesta una reale inversione di tendenza. Intanto, poste in essere le iniziative a tutela dei lavoratori.

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