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La Regione punta sulla miscelazione per abbassare la concentrazione di arsenico nell’acqua

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Massimiliano Conti

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Retromarcia da Roma sui nuovi dearsenificatori da destinare ai comuni del Viterbese afflitti dal problema delle acque contaminate. La neo assessora regionale alla Transizione ecologica, la grillina Roberta Lombardi, sull’onda delle polemiche esplose nella Tuscia, corregge il tiro rispetto a quanto aveva riferito nei giorni scorsi durante un incontro in videoconferenza con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, e cioè che la Regione era pronta a utilizzare una parte dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza – i tre miliardi destinati alle infrastrutture idriche – per l’acquisto di nuovi impianti di potabilizzazione in aggiunta ai 55 già in funzione, costati 35 milioni di euro e giunti quasi a fine vita. Lombardi precisa che i nuovi fondi serviranno in parte a gestire gli impianti esistenti, sgravando Talete dagli enormi costi di manutenzione e quindi sventando addirittura l’ingresso dei privati, e in parte a realizzare quella miscelazione delle acque che gli esperti, a cominciare da quelli dell’Università della Tuscia, ritengono l’unica soluzione definitiva al problema arsenico.

“Come comunicato in più occasioni dal mio insediamento da assessore in Regione Lazio – dichiara Lombardi in una nota – una delle mie priorità è riprendere in mano il dossier sull’acqua pubblica, con i relativi provvedimenti il cui iter sembrerebbe essersi arenato, e riportarlo all’attenzione della giunta affinché si possa uscire finalmente da questa fase di stallo, applicando la volontà popolare espressa dall’esito referendario”. 

Per quanto riguarda i dearsenificatori viterbesi, il costo di mantenimento e la manutenzione degli impianti, ricorda l’assessora, si aggira intorno ai 9 milioni di euro anno: “Una spesa che per i primi due anni, 2016-2017, è stata sostenuta dalla Regione stessa, ma dal 2018 è a totale carico della Talete spa, che lo riversa sui cittadini attraverso le tariffe”. 

“Durante l’incontro con le rappresentanze di Cgil, Cisl e Uii – continua l’esponente pentastellata – ho ribadito che intendiamo reperire nuovi fondi per la sostituzione dei filtri e la gestione dei dearsenificatori esistenti, non per acquistarne di nuovi. Il passo successivo, a cui stiamo già lavorando sia a livello regionale che nazionale, è la miscelazione delle acque, per poter risolvere definitivamente il problema dell’inquinamento da arsenico. Accedendo a una parte dei fondi del Pnrr, che prevede 3 miliardi di euro da destinare alle infrastrutture idriche, avremo le risorse necessarie per la manutenzione degli attuali dearsenificatori e successivamente per la miscelazione delle acque. Questo permetterebbe di scongiurare l’ingresso di privati nella Talete spa e tutelare la pubblicità dell’acqua, su cui non si può scendere a compromessi”. Il commissario provinciale di Forza Italia Andrea Di Sorte plaude al passo indietro: “Ma l’assessore dimentica di fare accenno ad una parte del percorso che servirà ad evitare un eventuale ingresso di privati in Talete, ovvero li tema dell’Ato unica regionale. Ad oggi, purtroppo, nessuno parla”.

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