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Mazara, la fatica di Giulia per convincere i genitori dello stupro: “Se io dico no e grido tutto, loro non devono toccarmi”

“Se io dico no e grido tutto, loro non devono toccarmi”, così risponde alla madre la ragazza che ha denunciato i suoi aggressori a Campobello di Mazara. Dopo la violenza, si difende, un po’ da tutti, stavolta con la madre mentre si spiega anche con quel padre che lo stesso giorno in cui è andata a denunciare, è andato in caserma pure lui per dire che sua figlia era “ubriaca”, che quelli erano solo “bravi ragazzi”. Quattro ventenni arrestati su richiesta della procura di Marsala, due sono andati in carcere, i due cugini Francesco ed Eros Biondo, due ai domiciliari, Giuseppe Titone e Dario Caltagirone.

Un momento di confusione quello del padre, forse nato anche da un clima di pressione nato dagli eventi. Di certo la difesa dei ragazzi da parte del padre di Giulia (nome di finzione), non dura a lungo, l’uomo si ricrede e spalleggia la figlia. Ma i momenti in cui Giulia dovrà chiarire e difendersi non saranno pochi. Uno di questo è con i suoi genitori, che pure la sostengono da subito. Ma non mancano le titubanze, specie in un clima come quello di Campobello di Mazara, un comune di quasi 12mila anime, noto per fatti di intimidazioni mafiose, e dove da qualche tempo si sono concentrate le ricerche del latitante Matteo Messina Denaro.

Nessuno dei coinvolti nella vicenda ha precedenti penali, neanche i genitori, ma il clima intorno alla famiglia si appesantisce. Ne è prova anche una conversazione tra madre, padre e figlia, mentre sono in macchina. Una conversazione intercettata dai carabinieri e riportata nell’ordinanza di arresto firmata dal gip Riccardo Alcamo. La mamma teme le accuse alla figlia, e quei timori provocano la reazione di Giulia. Una reazione che mostra una ragazza, appena 18enne, che deve difendersi da tutti, ma che non arretra. Così, infatti, riporta ai genitori: “Ma loro stessi me lo hanno detto… “Tu ragazza sola vai con due che non conosci?”- La mamma ribatte: “Ah, queste parole tutti le dicono…”. Il Padre …ma è normale “curù”. E più avanti nella conversazione la mamma di Giulia lo dice con chiarezza: “Mia figlia ha sbagliato: com’è che tu sali con tre ragazzi da sola… e questo tutti…”. Ma Giulia non arretra: “Non è quello il problema”. La madre insiste: “Mia figlia ha sbagliato com’è che tu sali con tre ragazzi da sola… e questo tutti…”. Lei ripete: “Non è quello il problema”. La mamma: “No, quello è il problema proprio”, ma la figlia non è d’accordo: “No, no, quello è un piccolo problema”.

“Piccolo?”, chiede la mamma di Giulia. E la ragazza è ferma: “Allora che fa’… che fa’ anche se… anche se eravamo tutti amici, loro non possono infrangere la legge… non la possono infrangere… lo vuoi capire… Non possono comportarsi così con me, lo vuoi capire o no? Ma a me… mi violentano… se io dico no e grido e tutto… loro non devono toccarmi… tu mi parli ancora perché sei salita… perché sei salita… anche se eravamo tra amici, perché… “. “Giulia, tu lo sai cosa dice ora l’avvocato di questi ragazzi? – chiede la mamma -. Dice “la ragazza è salita da sola, con il suo piacere” secondo “quando c’è il fatto tutti ubriachi” nessuno lo sa… finita la storia… la ragazza pure ubriaca… qua la legge pure guarda l’altra… l’altra parte di questa violenza…”. A questo punto è il papà che difende la figlia: “Però una cosa è fare una festicciola di compleanno… una cosa è passare alla violenza “. “Esattamente”, aggiunge la ragazza.

Giulia mostrerà via via titubanze, anche l’intenzione di ritrattare la versione su alcuni di loro, ma quando tornerà a parlare con i pm la sua versione sarà anche più dettagliata. Gli inquirenti, durante, il secondo interrogatorio, le mostreranno anche delle immagini. Mostrano lei sdraiata, vestita, sul letto, con uno dei ragazzi sdraiato accanto a lei. “La ragazza rimane interdetta alla vista delle foto”, scrive il gip. “Non ho alcun ricordo di quei momenti”, dichiara Giulia. E continua: “Né ricordo chi mi abbia portato in quelle stanze, non sapevo nemmeno che avessero fatto delle fotografie. Provo paura al pensiero che possano aver fatto delle fotografie. Adesso sono più convinta all’idea di denunciarli. Non so nemmeno se sia avvenuto prima o dopo la violenza, non lo ricordo. Sono scioccata”.

Oltra le foto però c’è ben altro: altri ragazzi rimasti sotto erano a tratti della serata in diretta su Facebook, dall’altro lato era collegata una ragazza, che a un certo punto ha sentito le urla di Giulia e lo ha riferito agli inquirenti. La testimonianza di un’altra ragazza entra così nella storia a sostenere la versione di Giulia.

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