“meno-ricoveri-grazie-ai-vaccini-agli-over-80”

“Meno ricoveri grazie ai vaccini agli over 80”

 

Roma. “Si tratta di risultati straordinari che dimostrano l’importanza del vaccino”, Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione, è visibilmente soddisfatto. In Lazio le vaccinazione degli over 80 hanno dato i loro frutti e la Regione ci ha fatto persino uno studio scientifico che prossimamente sarà pubblicato su alcune riviste internazionali. Lo ha curato Martina Davoli, direttore del dipartimento di Epidemiologia della Regione. 
Nel Lazio su 406 mila ultraottantenni sono stati vaccinati in 320 mila (in 280 mila hanno già ricevuto la seconda dose, i restanti devono ancora completare il ciclo vaccinale). E’ proprio sui primi 180 mila che hanno già completato la vaccinazione che si basa lo studio. 

 

I dati sono inequivocabili. Ha spiegato Davoli: “Abbiamo confrontato il rischio di ospedalizzazione per Covid in un gruppo di persone ultraottantenni vaccinate con il ciclo completo (i 180 mila di cui sopra, ndr) e le abbiamo confrontate con altrettanti non vaccinati a parità di altri fattori che possono aumentare il rischio di ospedalizzazione, come ad esempio la presenza di altre patologie, l’incidenza di ricoveri per Covid era 2,7 per mille, contro il 27 per mille dei non vaccinati”. 
La pratica clinica ha dunque confermato che con la vaccinazione il rischio di ospedalizzazione per Covid si è ridotto del 91 tra gli over 80. “E questo – ha sottolineato Davoli – in un periodo di tempo molto breve (tre settimane) perché abbiamo analizzato i dati in tempo reale”. 

 

Il risultato sono 267 ricoveri in meno che significano 3.840 giorni di ospedalizzazione risparmiati. “Un dato importantissimo visto che questo è stato uno dei principali drammi di questa pandemia”, ha commentato la direttore del dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio. Lo studio è particolarmente significativo anche perché, come hanno ricordato sia il direttore sia l’assessore, in Lazio gli ultraottantenni sono risultati  un terzo delle persone finite in ospedale per il Covid e quasi i due terzi dei morti in regione. Lo studio ha convinto il presidente Nicola Zingaretti e soci dell’importanza di continuare a correre con la vaccinazione degli over 60 e over 70. “E’ evidente – ha detto Davoli – che l’offerta delle vaccinazioni alle ulteriori fasce d’età al di sopra dei 60 anni avrà un ruolo molto importante nel ridurre gli effetti sulla salute. Immaginate che più del 95 per cento dei decessi si sono verificati in Lazio tra persone con più di 60 anni”. 

Intanto le prenotazioni per le vaccinazioni sono state aperte anche ai 56enni e 57enni. Sabato sarà proprio il turno di Nicola Zingaretti che si vaccinerà con AstraZeneca. “Non esistono – ha detto il governatore – vaccini di serie A e vaccini di serie B, questo studio dimostra come la cosa più importante sia vaccinare e farlo in fretta per tornare al più presto alla normalità. Vogliamo un’estate più libera dove ci si possa divertire, andare in vacanza, abbracciare i propri cari, ed incontrare gli amici. Il modo per farlo è vaccinarsi”.

 

Zingaretti ha poi rivendicato il successo del modello Lazio: “La nostra linea – ha detto – ha pagato perché le nostre scelte si sono sempre fondate sullo studio dei dati e l’ascolto di medici ed epidemiologi. Abbiamo fatto una scelta di campo iniziando e concentrandoci su chi più di altri rischiava di morire e questo studio ci dice che abbiamo fatto bene”. Adesso però le cose cambieranno. Lo ha spiegato proprio l’assessore D’Amato: “La campagna vaccinale è giunta  a una svolta. Maggio sarà ancora un mese di transizione, dopo di che dovremmo cambiare strategia mano mano che andremo sulle fasce di popolazione più giovane perché andando a ritroso con l’età diminuisce l’adesione spontanea”. 

Per questa ragione la campagna sarà allargata ai medici di medicina generale – in 3 mila hanno aderito alla richiesta lanciata dalla Regione – e a 1.300 farmacie distribuite sul territorio. “La capillarità – ha detto l’assessore D’Amato – permetterà un accesso semplice al vaccino. Puntiamo anche ad estendere la campagna ai luoghi di lavoro, questo mese ci servirà per stabilire i criteri operativi”. Sempre da maggio intanto sarà possibile per i familiari dei ricoverati cominciare a tornare a trovare i loro cari nelle Residenze sanitarie assistite (Rsa) del Lazio.
 

Related Posts