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Morte di Giuseppe Centamore, 9 mesi all’albergatore francese. I genitori: “Magra consolazione”

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Valeria Terranova

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La sentenza di appello per la morte di Giuseppe Centamore, il quindicenne che annegò 6 anni fa in una piscina in un camping in Provenza dopo essere stato risucchiato da un depuratore, ha confermato la condanna in primo grado a 9 mesi con la condizionale per omicidio colposo nei confronti di Sauvaire Bernard, amministratore della società proprietaria della struttura. Contestualmente a novembre del 2019 dal Tribunale di Nîmes arrivarono altre due condanne per la società che gestiva il campeggio, La Petite Camargue, e per la ditta che costruì la piscina, La Diffazur obbligate a pagare due ammende di 300 mila euro complessivi. L’incidente avvenne il 1 luglio del 2015, quando Giuseppe fu trascinato sott’acqua da una bocchetta di un depuratore e morì annegato in quella piscina a Aigues-Mortes.

“Per noi è una magra consolazione – hanno dichiarato i genitori di Giuseppe Centamore, la madre Paola e il padre Salvatore, al termine dell’udienza – Non possiamo dirci pienamente soddisfatti perché quest’uomo non farà neanche un giorno di galera. Nessuna pena sarà mai sufficiente, perché nostro figlio non tornerà mai più da noi. Dopo la lettura del dispositivo abbiamo voluto mostrare a tutti i presenti le foto di come era ridotto il corpo di nostro figlio. Per un pulsante Giuseppe sarebbe ancora vivo. Giuseppe era un nuotatore provetto aveva molta dimestichezza con l’acqua che era il suo elemento naturale. Probabilmente questo signore farà ricorso a un ulteriore grado di giudizio. Per noi però è importante l’affissione all’ingresso del camping del testo della sentenza in ricordo di questa tragedia”.

I due coniugi in questi lunghi anni in cui hanno fatto su e giù tra Viterbo e la Francia non hanno mai smesso di combattere. “Stiamo pensando anche di ricorrere alla corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. A noi non interessano i soldi, ma la giustizia – ha proseguito Paola Centamore-. Abbiamo rifiutato il risarcimento ma proseguiremo nel civile anche contro chi ci consigliò questo campeggio, vendendocelo come un hotel a 5 stelle, dove avremmo dovuto passare un periodo spensierato e che invece ci ha lasciato una croce enorme che dovremo portare tutta la vita. Giuseppe ci manca. Era una persona meravigliosa che ha lasciato tanto amore. Infatti un profondo ringraziamento va anche le famiglie e gli amici di nostro figlio che ci riscaldano il cuore facendoci trovare i loro pensieri e fiori. Sentiamo profondamente la sua mancanza ma continuiamo nella consapevolezza che possa essere un angelo per tutti. Ma vogliamo ringraziare ancora una volta tutti i viterbesi e non abbiamo parole per il sostegno che ci è stato dimostrato da parte di tutti”. 

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