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Niente più padrini a battesimi e cresime. La decisione del vescovo Lino Fumagalli

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Daniela Venanzi

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Spariscono a Viterbo le figure del padrino e della madrina per i battezzandi e i cresimandi, e questo a partire dal primo settembre. A cadere come una tegola sulle tradizioni secolari della chiesa è una sorta di rivoluzione interna, di quelle che lasceranno il segno e una lunga scia di polemiche, e per questo destinata a far discutere genitori, nonni, parenti e amici. Ad applicare la nuova regola è il vescovo di Viterbo monsignor Lino Fumagalli. Un provvedimento sull’onda di decisioni comuni già intraprese in altre parti di Italia, imposte da una riflessione seria sui ruoli dei padrini e delle madrine assunti negli ultimi anni, più formali che sostanziali. Insomma, la veste di chi accetta l’incarico dovrebbe essere di accompagnamento ad un vero e proprio cammino ecclesiale, un insegnamento di fede per la vita, cosa che invece è degenerata più per far contento il parente di turno, o l’amico influente del momento, o peggio, qualcuno che con la vita cristiana ha poco a che fare.

Senza considerare i notevoli mutamenti sociali e i casi di impedimenti giuridici per il compimento di tale ruolo. I parroci, è spiegato nel decreto, mostrano una crescente sofferenza nel sentirsi incompresi e avversati di fronte all’impossibilità di accogliere la scelta di alcuni padrini e madrine. Così, dopo altre città e altri vescovi intervenuti per decreto sulla questione, si aggiunge la voce autorevole del vescovo Lino Fumagalli. Una presa d’atto di uno stato di cose. Il vescovo ha deciso di sospendere madrine e padrini per due anni, un periodo teso a riconsiderare questi ruoli come un cammino di fede vero e proprio e non come il compito di un giorno fine a se stesso, con scelte casuali e poco adeguate.

A confermare la notizia è un comunicato stampa, a firma del vicario don Luigi Fabbri, nel quale viene espressamente indicato che: “A partire dal prossimo primo settembre andrà in vigore il decreto del vescovo Lino, con il quale è sospeso ad experimentum per due anni il ruolo di padrino e madrina nei sacramenti del Battesimo e della Cresima. I motivi – spiega ancora il comunicato – sono bene espressi nel decreto e i parroci sono tenuti a illustrarli ai fedeli con onestà, fedeltà e chiarezza. E’ importante sottolineare che la decisione è maturata dopo una riflessione e un confronto con il Consiglio Presbiteriale e con il Presbiterio. Il vescovo si augura che questo provvedimento offra alle nostre comunità l’occasione per assumere pienamente la sfida di ridare a queste figure il ruolo che da sempre la chiesa ha consegnato loro e che, purtroppo, oggi nella maggior parte di casi si è ridotto a un adempimento formale. Il decreto, che andrà in vigore il primo settembre prossimo, era già stato promulgato – conclude la nota – il primo novembre 2020, per favorire un progressivo adeguamento alla nuova normativa”. Ad accompagnare il giorno della cresima i ragazzi sarà il catechista, mentre per il battesimo il neonato verrà portato dai genitori o dalla coppia che si è occupata della preparazione al Sacramento. 

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