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Omicidio di Gloria Pompili, la Cassazione conferma i venti anni di carcere per la zia e il compagno

Condanne confermate per Loide Del Prete e l’ex compagno il tunisino Saad Mohamed Elesh Salem, accusati di avere ucciso Gloria Pompili nell’agosto 2017 picchiandola selvaggiamente davanti ai due figli piccoli. Questo pomeriggio la Corte di Cassazione ha emesso la sentenza dichiarando inammissibile il ricorso presentato dai legali dei due imputati e confermando i 20 anni di carcere ciascuno del verdetto della Corte di assise di appello di Roma che li ha riconosciuti colpevoli di omicidio volontario aggravato.

La giovane, nipote dell’imputata, era andata a vivere con la zia insieme ai suoi due bambini ma la donna e il suo compagno la facevano prostituire accompagnandola in alcune aree della provincia di Frosinone sfruttandola. Ed è proprio lungo il tragitto che da Nettuno porta a Frosinone, all’altezza di Prossedi, che era avvenuto il pestaggio risultato fatale per la 23enne.

In primo grado la Corte di assise di Latina aveva accolto in pieno la richiesta del pubblico ministero Carlo Lasperanza con due condanne a 24 anni di carcere e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, richiesta alla quale si erano associate le parti civili con gli avvocati Marco Maietta, Luigi Tozzi e Marco Cinquegrana per la madre e il fratello di Gloria. Oggi la sentenza definitiva per uno dei fatti di cronaca più cruenti degli ultimi anni.

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