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Omicidio Marco Vannini: arriva la sentenza della Corte di Cassazione

Dopo una lunghissima attesa di sei anni, il caso sull’omicidio di Marco Vannini è arrivato alla conclusione: la decisione dei giudici.

Omicidio Marco Vannini: arriva la sentenza della Corte di Cassazione
Targa per Marco Vannini (Screenshot Instagram)

Il caso sull’omicidio di Marco Vannini era passato sei anni fa alla storia delle vicende di cronaca nera del Belpaese. A distanza dal gesto brutale introdotto nei suoi confronti, i giudici del Tribunale avevano congelato la questione, per approfondire le indagini.

Marco era rimasto vittima di una sparatoria residenziale, nella notte tra il 17 e il 18 Maggio del 2015. L’invito ad una cena con suoceri e fidanzata si è trasformato in un bagno di sangue per lui, che ha pagato con la vita, l’ingiustificato gesto dell’affondo del grilletto della pistola, ai danni del padre dell’innamorata, Antonio Ciontoli.

In seguito alla sentenza accolta poche ore fa in Corte di Cassazione, il caso sull’omicidio di Marco è arrivato finalmente alla “resa dei conti“. Vediamo insieme quale è stata la decisione definitiva

Omicidio Marco Vannini, la Corte di Cassazione si esprime definitivamente: quale sentenza?

Il “giallo” sul caso dell’omicidio di Marco Vannini schiarisce tutti dubbi, in seguito all’espressione definitiva dei giudici della Corte di Cassazione. La seduta si è tenuta quest’oggi nelle aule del tribunale di Ladispoli, che ha confermato la sentenza che si prospettava già vigilia della riunione.

Marco aveva perso la vita in seguito ad un colpo di pistola, che gli ha prodotto ferite ed emorragie interne. Secondo la ricostruzione degli inquirenti a sferrare il colpo decisivo che costò cara la vita al giovane ragazzo fu il padre diella fidanzata, Martina, ovvero Antonio Ciontoli.

Il ragazzo era nella vasca da bagno per una doccia relax, ma subito dopo il colpo di pistola aveva avvertito forti dolori, evitando la morte su colpo.

Le sue urla strazianti si erano estese per tutta la casa e quì cade la giustifica davanti ai giudici del resto della famiglia, ovvero la fidanzata, la madre e il fratello, i quali continuavano a negare di aver avvertito gli aiuti dal piano superiore dell’abitazione.

La ricostruzione della polizia scientifica, accorsa sul posto dopo l’allerta ( con netto ritardo) al 118 della famiglia della fidanzata di Vannini, ha dedotto che i soccorsi sarebbero potuti essere intercettati in maniera immediata (e non dopo due lunghissime ore) e magari evitato il decesso di Marco, per emorragia.

Sulla base di ciò, i giudici della Corte di Cassazione hanno emesso la sentenza definitiva sul caso. Condanna per l’intera famiglia Ciontoli, come aveva chiesto il sostituto, procuratore generale.

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Pena di 14 anni di carcere per Antonio Ciontoli e la figlia Martina, accusati di omicidio volontario. Mentre 9 anni e 4 mesi per concorso volontario anomalo, a Maria Pezzillo (suocera di Marco) e il cognato, Federico: insomma è proprio il caso di dirlo: “Giustizia è fatta!”

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