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Omicidio Ylenia Lombardo. Ha confessato l’uomo arrestato

Ieri mattina, venerdì 7 maggio,  Ylenia Lombardo, 33 anni, sarebbe partita per Viterbo. Avrebbe dovuto incontrare sua figlia di 11 anni che vive con i nonni materni in una casa nel quartiere del Carmine, nei pressi del campo sportivo. La bambina era stata affidata a loro dai servizi sociali dopo che l’ex marito di Ylenia era finito nel carcere di Avellino per maltrattamenti, proprio dopo le denunce della ex moglie. Ma mercoledì pomeriggio Ylenia Lombardo, nella casa in affitto al piano terra di via Ferdinando Scala, a San Paolo Belsito – dove la 33enne si era trasferita per cercare lavoro – ha aperto ad un uomo poco più grande di lei, che aveva conosciuto nella piazza del piccolo centro in provincia di Napoli e con il quale si frequentava assiduamente da alcune settimane. Andrea Napolitano, 39 anni, era da tempo in cura in un centro di igiene mentale a Nola (Napoli) e nel paese lo conoscevano tutti. Lei si è fidata, pensava di poter gestire le sue pressioni ma quell’uomo, secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori, l’ha uccisa.

Sarebbe stato lui stesso a confessarlo in lacrime all’ex sindaco del paese, Manolo Cafarelli, al quale alcuni cittadini avevano segnalato di aver visto Andrea con il volto tumefatto. Prima l’avrebbe picchiata, e nella colluttazione Ylenia ha provato a difendersi strappando il giubbotto del suo aggressore, poi l’avrebbe accoltellata e per provare a cancellare le tracce del delitto sarebbe tornato in tarda serata nella casa della donna appiccando un incendio alla camera da letto che ha divorato per metà il corpo della trentatreenne. Il movente del delitto sarebbe il mancato ritrovamento da parte del presunto assassino della sua carta prepagata di 15mila euro che, secondo Napolitano, sarebbe stata proprio Ylenia a prendere. L’uomo è stato fermato poche ore dopo l’omicidio, in piazza, dove aveva appuntamento con l’ex sindaco, che ha chiamato i carabinieri. In casa il presunto assassino aveva i pantaloni sporchi di sangue, le scarpe da ginnastica appena lavate e un nuovo giubbotto. Ora si trova nel carcere di Poggioreale con l’accusa di omicidio aggravato e incendio.

I due si conoscevano da qualche mese e si sarebbero incontrati anche nei giorni scorsi nella piazza principale del paese, quella antistante la chiesa di San Paolo eremita. Si frequentavano più assiduamente nelle ultime settimane. Lei abitava in un modesto alloggio, quello appunto di via Ferdinando Scala dove è stata uccisa, proprio a pochi passi dal Palazzo Municipale. E in quell’abitazione sarebbe avvenuto il litigio tra la giovane donna e l’uomo. Dopo gli esami medico legali sarà ricostruita l’esatta dinamica di quanto accaduto. Alcuni ragazzi mercoledì avevano visto del fumo nero uscire dalla casa di Ylenia e nel tentativo di salvarla hanno provato a domare le fiamme con secchi d’acqua. Ylenia Lombardo era originaria della provincia di Avellino, del piccolo paese di Pago del Valle di Lauro, e a San Paolo Belsito abitava da circa un anno, dopo aver abitato per tanti anni proprio a Viterbo insieme ai genitori e alla figlia. Lavorava come badante e come collaboratrice domestica.

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