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Orme di dinosauri in Piemonte: la nuova scoperta

Sulle Alpi piemontesi sono stati ritrovati fossili e impronte di antichi animali preistorici. Un’avvenimento che apre la strada a nuove scoperte sugli esemplari vissuti centinaia di milioni di anni fa sulle nostre terre.

Alpi piemontesi: scoperti nuovi fossili

Il passato è un libro di cui ancora non conosciamo tutte le pagine, ma di cui piano piano si ritrovano segni e tracce.

E una nuova pagina è stata ritrovata in Piemonte, tra le Alpi Cuneesi.

All’alba del 2021 interessanti fossili e impronte ci raccontano molto degli esemplari che hanno vissuto in queste terre oltre 250 milioni di anni fa.

Di impronte e di fossili i musei di tutto il mondo ne sono pieni, tracce di un passato molto remoto che illustrano quello che era il mondo milioni di secoli addietro. Ma quello che è stato scoperto tra le Alpi piemontesi porta a nuove scoperte.

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Infatti, le orme ritrovate riportano forme inedite.

Scopriamo, quindi, tutti i dettagli sulle nuove tracce del passato.

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Orme di maxi rettili

Le impronte lasciate tra le Alpi Cuneesi dimostrano che l’area era abitata da enormi rettili preistorici, simili ai nostri coccodrilli.

La scoperta ha interessato un’area montuosa a 2200 metri sopra il livello del mare nella zona dell’Altopiano della Gardetta in provincia di Cuneo.

Le tracce dimostrano che l’area non era del tutto inospitale alla vita, come si pensava fino ad ora.

Paleontologi e geologi sono da tempo alla ricerca di tracce e continuano a studiare i segni lasciatici milioni di anni fa.

Secondo gli studiosi, inoltre, l’area piemontese 300 milioni di anni fa sarebbe dovuta essere un mare caldo e basso con coste desertiche simili all’attuale mar Rosso.

Proprio lunghe queste spiagge un tempo stazionavano appunto questi grandi rettili.

L’esemplare che ha lasciato le orme potrebbe essere ancora ignota agli studiosi, e sarebbe vissuto dopo la grande estinzione di massa di 300 milioni di anni fa.

Il grande animale pare fosse lungo oltre quattro metri. I ritrovamenti sono composti da tre coppie di orme di zampe anteriori e posteriori, lunghe circa 30 centimetri e caratterizzate da una morfologia mai vista prima.

A questa è stata, infatti, data la definizione di un nuovo tipo di impronta fossile denominato Isochirotherium gardettensis, in riferimento all’Altopiano della Gardetta dove è avvenuta la scoperta.

Secondo gli studiosi, l’animale stava probabilmente camminando sui fondali fangosi di un’antica linea di costa marina in prossimità di un delta fluviale.

Sul luogo ci saranno ulteriori scavi per reperire nuove informazioni sugli abitanti che vivevano su quelle che oggi sono le nostre Alpi.

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