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Pericolo assembramenti, transenne nelle piazze

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Alessio De Parri

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Una transenna restringe le piazze e scaccia gli ultimi “irriducibili” della movida di Viterbo. E’ quello che deve aver pensato il sindaco Giovanni Arena, che da un paio di giorni ha fatto recintare piazze e vie principali della città dei papi per evitare gli assembramenti. Peccato che da domani questi provvedimenti estremi serviranno a poco, visto l’imminente lockdown in tutto il Lazio che spegnerà sul nascere qualsiasi voglia di vivere all’aperto almeno per le prossime due settimane. Comunque poco importa e così, facendo fede all’ordinanza firmata dal primo cittadino nei giorni scorsi, ecco che ieri, 13 marzo, il centro si è ritrovato invaso dalle transenne.

Barricate su in largo Marconi, piazza della Repubblica – qui anche con il divieto di sosta e la rimozione forzata per auto e motorini -, piazza Unità d’Italia, piazza Martiri d’Ungheria (compreso il parcheggio a pagamento gestito dalla società Francigena), parco di Valle Faul, via Valle Piatta, nella zona delle scale che conducono alla chiesa di Santa Maria della Salute, via San Clemente, nella zona delle scale che conducono a piazza San Lorenzo, e dulcis in fundo anche a viale Trento. “E’ fatta salva – si legge nell’ordinanza del sindaco – la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private, ivi compreso – a tal fine – l’accesso con i veicoli ai passi carrabili e alle aree di parcheggio”.

Nell’ultimo fine settimana in giallo riuscire a prenotare last minute un tavolo nei ristoranti viterbesi equivale più o meno a vincere un biglietto della lotteria. Ieri – e anche oggi – i locali della città hanno affisso il cartello “sold out” a pranzo, con viterbesi e turisti che, complice anche la giornata nuvolosa ma comunque priva di pioggia, hanno deciso di riversarsi per le strade inseguendo le ultime ore di libertà prima della clausura. Corso Italia preso d’assalto per il classico “struscio” del sabato pomeriggio, un tempo era la più tradizionale “vasca”, e all’ora del thè spazio all’aperitivo anticipato ai tempi del Covid, prima della chiusura dei bar scattata alle ore 18. Da domani, invece, e per almeno un paio di settimane, non sarà più così.

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