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Pontecorvo, accusato di reati di estorsione aggravata e maltrattamenti in famiglia: 36enne assolto con formula piena

Il Tribunale Collegiale di Cassino ha assolto G. L. trentaseienne della città fluviale, dai reati di estorsione aggravata e di maltrattamenti in famiglia, disponendo l’immediata scarcerazione in aula. In particolare, l’indagine aveva preso piede a seguito della denuncia sporta dai familiari dell’imputato e a seguito della quale ne era scaturita una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nell’aprile dell’anno 2020.

In particolare, i militari del posto varie volte erano stati costretti ad intervenire presso l’abitazione dell’imputato a seguito delle continue chiamate avanzate dai familiari, i quali, lo scorso aprile, dopo un fatto gravissimo, sostanziatosi in un tentativo di incendio della propria abitazione, erano stati costretti a denunciare nuovamente il giovane.

A seguito dell’ennesima denuncia erano scattate le manette ai polsi del trentaseienne, il quale veniva recluso presso la Casa Circondariale di Cassino, per rispondere delle gravi accuse di estorsione aggravata e maltrattamenti in famiglia. In particolare, i militari nel corso dell’ultimo intervento avevano avuto modo di constatare i gravi fatti, ossia il tentativo di incendio della camera da letto dell’abitazione, nonché la distruzione di molteplici suppellettili, i quali erano stati letteralmente lanciati dal balcone della abitazione da parte dell’imputato. Situazione che si era venuta a creare, secondo l’accusa, a seguito del rifiuto dell’ennesima richiesta di denaro avanzata dal giovane nei confronti dei propri familiari.

Il processo

Nel corso del processo sono state escusse tutte le persone offese che erano state vittima del reato di estorsione e maltrattamenti, nonché i militari che erano intervenuti a seguito delle numerose chiamate ricevute, i quali hanno confermato in dibattimento quanto constatato nel corso degli interventi; nonostante le gravi accuse, il difensore dell’imputato, l’avvocato Emanuele Carbone, ha dimostrato come non fosse possibile ritenere sussistente il reato di estorsione, in quanto le liti erano intervenute tra le parti in un momento successivo rispetto alle richieste di denaro e, quindi, tale condotta difettava dell’elemento della contemporaneità della minaccia con la richiesta di denaro, così come, per il reato di maltrattamenti, mancava la prova della abitualità delle condotte vessatorie nei confronti delle persone offese.

Il Tribunale Collegiale di Cassino, nonostante la pesante richiesta di condanna avanzata dal Pubblico Ministero di udienza, ha assolto l’imputato, disponendone la immediata scarcerazione, condividendo le tesi difensiva dell’Avv. Emanuele Carbone, il quale, come detto, ha evidenziato nel corso del processo la carenza degli elementi costitutivi dei reati contestati.

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