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Ragazza in overdose, assolto l’uomo che le aveva ceduto l’eroina

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Valeria Terranova

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Viterbo, assolto un 30enne sorpreso dai carabinieri nel giugno del 2014 con 7 grammi di droga mentre tornava a Montefiascone da Perugia. Le indagini scattarono quando una 40enne a febbraio dello stesso anno finì al pronto soccorso in overdose. “Le investigazioni partirono grazie alla comunicazione dei medici del pronto soccorso dell’ospedale falisco, i quali ci avvertirono che una donna era giunta in pronto soccorso in overdose e che poi era stata trasferita a Belcolle”, raccontò un carabiniere durante la penultima udienza. “Lei stessa ci confessò poi che il fidanzato spacciava e che era stato lui a iniettarle la sostanza. Così chiedemmo le autorizzazioni per effettuare le intercettazioni, da cui venne fuori la rete dei rapporti che il ragazza intratteneva con un 30enne del posto e alcuni pusher di Perugia”, spiegò ancora l’ufficiale.

I militari peraltro erano già sulle tracce del giovane, sospettato appunto di aver messo in piedi un giro di spaccio insieme al fidanzato della ragazza salvata dai sanitari, che decise di denunciare il compagno due settimane dopo l’accaduto. Da tabulati e conversazioni captate gli inquirenti ricondussero i fatti al 30enne che nei mesi precedenti si recò undici volte nel capoluogo umbro acquistando in tutto 52 dosi di eroina e 32 di cocaina, rivolgendosi per lo più a fornitori nordafricani. Il 19 giugno di sette anni fa i militari intervennero fermando il ragazzo che era in macchina con una coppia di giovani, mentre stavano facendo ritorno nella Tuscia dopo aver trascorso un paio di giorni a Perugia. In quell’occasione i carabinieri verificarono che solo la ragazza, tra l’altro minorenne, era in possesso di una dose di eroina e inoltrarono un avviso al Tribunale dei minori di Roma.

In seguito, il 21 giugno i carabinieri bloccarono di nuovo il 30enne, a cui requisirono 4 grammi di cocaina e 3 di eroina, arrestandolo con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio mandandolo di conseguenza a processo. Il difensore, l’avvocato De Santis, ha sostenuto in aula che il proprio assistito, da anni afflitto da dipendenza da stupefacenti, comprò la droga per consumarla con altri assuntori e che non fosse emersa la prova delle avvenute cessioni. Il verdetto finale ha assolto dunque il 30enne dalle accuse. 

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