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Rebecchini: “Il Recovery per Roma è un’occasione sprecata”

“Certo, a tutti i candidati chiederemo un incontro e la prima cosa che domanderemo è: quali progetti metterai in campo per la città? Progetti e non chiacchiere. Che va risistemata l’Atac e che sui rifiuti c’è un problema lo sanno tutti, ma noi vogliamo sapere come si vogliono risolvere queste cose”. Quando gli telefoniamo, Nicolò Rebecchini è appena uscito da un appuntamento al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si è recato lì come presidente dell’Associazione costruttori edili di Roma. L’Acer con altre quattro associazioni di categoria – Coldiretti Roma, Confcommercio Roma, Cna Roma, Confesercenti, Federlazio e Unindustria che insieme rappresentano l’80 per cento delle imprese e il 70 per cento del Pil della Città metropolitana – due anni fa lanciò ‘Rinascimento Roma’, un appello per chiedere una nuova visione di sviluppo della Capitale. “Le nostre proposte però sono rimaste inascoltate”, dice oggi Rebecchini.

 

Anche per questo ieri il presidente di Acer era al Mit. “Volevamo capire dal ministero quante e quali proposte ci sono per Roma da inserire nel Pnrr o per essere finanziate attraverso alcuni extrafondi che il ministero sta attivando”. E come è andata? “Direi così così, purtroppo c’è stata confermata la grossissima fatica da parte dell’amministrazione capitolina a promuovere dei progetti per lo sviluppo della città nei prossimi anni. Roma con il Recovery non farà la parte del leone, è un’occasione sprecata. Altre città italiane hanno fatto proposte importanti e avranno i fondi”. Come segnalato dalle associazioni di categoria la difficoltà a far atterrare nella Capitale investimenti pubblici non riguarda solo il Recovery.  Nell’ultimo Def, ad esempio, per il trasporto rapido di massa alla Capitale sono stati destinati appena 1,95 miliardi di euro, contro i 3,4 che andranno a Milano e i 3,6 fissati per Napoli.

 

Persino per il Giubileo 2025 finora ci sono solo 200 milioni (nel 2000 furono 1,8 miliardi). “Con il Pnrr – prosegue Rebecchini – c’è anche un problema di tempi: i fondi che arrivano dall’Europa devono essere spesi entro il 2026: per questo per una serie di opere strategiche per la città, dalla metro C alla chiusura dell’anello Ferroviario  ci sono dei problemi”. Almeno su questi tre grandi progetti però dal Mit sarebbero arrivate rassicurazioni. “Ci hanno spiegato che stanno cercando delle soluzioni e siamo fiduciosi. Ma queste opere non bastano. Ripartenza delle periferie, riqualificazione ambientale, digitalizzazione ed efficientamento energetico, su queste cose speravamo di trovare dei progetti invece purtroppo abbiamo capito che c’è poco”. E qui Rebecchini viene al punto: “Nessuno vuole snobbare Roma, il problema è che i progetti non vengono presentati. Possibile che quando ci si è resi conto che sarebbero arrivati i fondi dalla Ue in Comune a nessuno è venuto in mente di allestire una cabina di regia per dettagliare i progetti?”.

 

In effetti Acer ha presentato al comune diverse proposte: dal dissesto idrogeologico, alle piste ciclabili fino alla manutenzione straordinaria degli alloggi popolari comunali. “Tutte dettagliate con schede tecniche e valutazioni di sostenibilità economica”, dice Rebecchini. “Roma non riparte cambiando sindaco, ma se si mettono in campo uomini capaci che fanno proposte. Il vento – dice modificando una citazione di Virginia Raggi – non cambia con gli assessori fedeli, ma con le persone competenti messe ai posti giusti”. Per il suo settore il presidente di Acer ha un’idea precisa. “Ai candidati presenteremo proposte sia sui lavori pubblici sia sull’Urbanistica. È arrivato il momento di modificare seriamente alcune cose del piano regolatore che è ingessato ed impedisce di fare rigenerazione urbana. Mentre per quanto riguarda i lavori pubblici parleremo delle periferie che causa Covid sono rinate e adesso devono essere preservate”.

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