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Riaperture, Federalberghi: “La ripresa sarà lenta”

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Daniela Venanzi

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Potrebbe sembrare oro, ma il luccichio di una presunta ripresa stagionale, per le strutture ricettive della Tuscia, è allo stato attuale qualcosa di molto meno pregiato, forse anche semplice metallo. L’affluenza in questi giorni di zona gialla, nelle città di mare come Tarquinia e Montalto, ma anche a Viterbo come città d’arte, aveva fatto sperare in qualcosa di più concreto. A buttare acqua sugli entusiasmi ci pensa però Pier Luca Balletti, presidente di Federalberghi Viterbo

“Chi si aspettava un pienone negli hotel si è sbagliato – esordisce il presidente dell’associazione di categoria – la ripartenza in realtà è molto lenta. E’ vero che qualcosa si sta muovendo e fa ben sperare, ma da qui a rivivere una stagione a pieno regime ce ne corre”. 

Per quale motivo secondo lei le cose si stanno mettendo così?

“Intanto la situazione è sempre di incertezza, molti aspettano prima di prenotare e poi anche il tempo non ci ha agevolato. Magari una zona gialla meno restrittiva in futuro ci faciliterà”. 

Ci sono alberghi che secondo lei non ce la faranno a superare questa crisi che ormai si protrae da più di un anno? 

“Mi auguro fermamente di no, anche se qualcuno a rischio dice di esserlo. C’è grande preoccupazione nell’ambiente. Certo, – prosegue ancora Balletti – non si potrà sperare in un recupero totale nel 2021, con una mezza stagione come quella che sembra prospettarsi adesso. Per tornare alla normalità si dovrà attendere il 2022. Quando si potranno riprogrammare per tempo le prenotazioni come si faceva prima, da un anno all’altro”. 


 

E nel frattempo come siete stati sostenuti? 

“La nostra categoria è stata penalizzata già a livello nazionale. Come si sa, siamo stati considerati servizio pubblico e quindi non ci hanno chiusi per decreto, ma di fatto la gente non è venuta. Del turismo non c’è stata neanche l’ombra. Chi si muove in questo clima di precarietà se non poche persone per lavoro? A livello locale invece non abbiamo visto praticamente nulla. Neanche la sospensione della Tari. Mi auspico, a tale proposito, un dialogo più fattivo con le istituzioni, anche se fino ad oggi non ci sono stati segnali in questo senso”. 

Ce la farete a buttarvi alle spalle questo bruttissmo periodo? 

“Per quest’anno – conclude il presidente di Federalberghi – bisogna puntare al turismo di prossimità, così come era la traiettoria tracciata prima del Covid. Non demordiamo. Nel rispetto della sicurezza sanitaria abbiamo la possibilità di risalire la china. Molti sono provati, ma non abbandonano il campo. In gioco ci sono, non solo gli hotel e il turismo ma anche un indotto lavorativo, decine di famiglie a Viterbo che vivono di questo”.

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