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“Sangue ovunque”, il racconto del vigile che ha salvato la vita agli anziani aggrediti dal cane del figlio

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Alessio De Parri

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“Non mi sento un eroe, non cerco onorificenze. La cosa importante è che questa brutta storia si è risolta nel migliore dei modi”. A parlare è uno dei due vigili urbani di Tuscania che hanno salvato tre anziani dalla furia di un bulldog americano in una casa di via Verdi. L’uomo, che vuole mantenere l’anonimato “perché desidero condividere questo risultato con tutto il comando della polizia locale di Tuscania”, ripercorre gli attimi concitati dell’intervento portato a termine mercoledì scorso. “Quando a me e al collega ci è arrivata la segnalazione, intorno alle 16.15, stavamo pattugliando le vie del centro – racconta -. Ci è stato detto, ‘correte in via Verdi, un cane sta aggredendo delle persone’. Pensavo si trattasse di un episodio avvenuto in strada, magari con un randagio coinvolto. Già nel vicolo però ho visto gente disperata che ci urlava di fare presto. L’estintore l’avevo già con me, ho pensato che potesse essermi utile. Avvicinandomi alla casa ho visto una donna affacciata al terrazzo, con le mani sanguinanti, che gridava in preda al panico ‘lo sta uccidendo, lo sta uccidendo’. Mentre salivamo le scale abbiamo notato sangue dappertutto, non ne ho mai visto così tanto, e intanto abbiamo udito il ringhio del cane. Dentro casa, in un vano dopo l’ingresso, c’era un uomo sdraiato a terra che teneva il bulldog per il collare tenendolo lontano dal volto. Anche lui era stato già azzannato alle braccia, ricoperte di sangue. Con noi c’era anche il proprietario del cane, il figlio della coppia. Ci ha detto che in casa era presente anche la zia, di 87 anni, anche se non riuscivamo a vederla”.

Sono attimi di terrore. Il cane immobilizza l’uomo che sta per essere sbranato, mentre il figlio prova a distrarlo aiutandosi con un bastone, ma senza successo. Così il vigile non ci pensa su due volte e in pochi istanti prende la decisione che salverà la vita al 77enne. “Ho attirato a me il bulldog e prima che mi assalisse gli ho spruzzato contro la schiuma dell’estintore. Il cane è rimasto tramortito e si è rifugiato su un terrazzino. Così io e il mio collega abbiamo rialzato l’uomo e lo abbiamo portato fuori, dove erano già arrivate due ambulanze, con i soccorritori che stavano prestando le prime cure alla moglie. Il figlio della coppia invece ha messo in sicurezza la zia, che era in un’altra stanza. Quando l’ho vista uscire aveva le braccia ricoperte di sangue, segno che anche lei era stata assalita”. L’animale invece è rimasto sul terrazzino, sorvegliato a vista dai vigili e da una veterinaria fino all’arrivo dell’accalappiacani, che lo ha prelevato e portato al canile sanitario di Viterbo, dove si trova tuttora. “Il cane era fuori di sé – prosegue il vigile – da quel che so non era la prima volta che veniva lasciato in casa, queste persone le conosceva bene, non so cosa lo abbia spinto ad aggredirli”. In questa storia c’è anche un altro aspetto che può aver aiutato il vigile a fare la cosa giusta. “Sono un amante dei cani, li ho sempre avuti – dice -. Ora possiedo un Corso di 50 chili al quale voglio un bene dell’anima. E’ vero, sono i migliori amici dell’uomo, ma a volte, soprattutto per certe razze, basta un attimo per scatenare la loro aggressività”.

Intanto l’Anvu, l’associazione di categoria degli agenti di polizia locale, ha chiesto al ministero dell’Interno che venga assegnata ai due vigili l’onorificenza al valore per “l’atto eroico posto in essere da personale di Tuscania che ha rischiato la propria incolumità per porre in salvo persone a rischio della vita”. “Se mi sento un eroe? No, per niente – conclude l’agente -. Io e il mio collega abbiamo fatto il nostro dovere. La più grossa soddisfazione è di aver salvato tre persone che presto potranno tornare alla vita di prima”.

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