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Spegnete Crisanti: “L’agenda è dettata dal virus, non dal commerciante, serve lockdown”

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Roma, 16 feb – Ennesimo assist di Andrea Crisanti alla sparata di Walter Ricciardi sulla necessità di istituire un nuovo lockdown nazionale. Le parole del consigliere del ministro Speranza pronunciate domenica hanno a dire poco galvanizzato il direttore di Microbiologia e Virologia dell’A. O. Università di Padova: da ieri è tutto un commentare, rilasciare dichiarazioni, intervenire a trasmissioni sull’opportunità di rinchiudere nuovamente gli italiani. Questi italiani incoscienti che pensano solo a sciare e mangiare fuori, a sua detta. Se poi un intero comparto economico muore, non è affar suo, lui guarda al virus. 

Crisanti è talmente pro lockdown da bacchettare Speranza

Crisanti è talmente assorbito dalla sua narrazione pro lockdown da non risparmiare la bacchettata pure a Speranza, che «è stato esitante di fronte a spinte di parte». Lo ha detto stamattina ad Agorà, in onda su Rai Tre. E poi via al waltzer degli «e se avessimo fatto questo», e degli «io ve lo avevo detto»: «Se a maggio avessimo prolungato il lockdown di altri 15-20 giorni avremmo azzerato i contagi, avremmo potuto blindare l’Italia. Ma chiaramente c’era chi doveva aprire le spiagge, c’era chi doveva fare le discoteche. L’agenda qui la detta il virus, non la detta il commerciante. Se continuiamo così non ne usciamo», ha spiegato. E chi è lui per stabilire chi detta l’agenda? E’ la domanda che si stanno ponendo in molti.

Tante chiacchiere, pochi dati

A margine delle considerazioni sul lockdown, Crisanti plaude all’iniziativa del ministro Speranza di vietare l’apertura degli impianti sciistici dodici ore prima della data di inizio della stagione 2021. «Dovevamo mantenere gli impianti aperti per fare in modo che si diffondesse e arrivasse al 30-40% con centinaia di morti?». Del resto, ribadisce Crisanti, «se avessimo fatto il lockdown a dicembre e poi ora il controllo delle varianti, noi oggi avremmo gli impianti» sciistici «aperti probabilmente». Probabilmente. Perché i dati scientifici a suffragio di quanto dichiara, ovviamente Crisanti non li possiede. E’ tutto nella sua testa. Per il resto, «è stata una sfortuna che la decisione» di prorogare lo stop di queste attività «sia stata presa con così poco anticipo». Come è umano lei.

Cristina Gauri

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