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Tentato omicidio a Sezze: “Depistamenti e omertà dopo aggressione crudele e senza ragione”

SEZZE – “Ci sono segnali che ci fanno ritenere che alcuni ragazzi manchino totalmente di valori e crescano privi di ogni tipo di principio morale, con i cervelli completamente vuoti o condizionati anche da scene che spesso si vedono sui social network, di violenza e aberrazione mentale. Ma noi non ci dobbiamo arrendere e dobbiamo continuare a tentare di intercettare questi ragazzi quando ancora è possibile modificarne il punto di vista“.

Il Questore di Latina Michele Spina commenta così i fatti di Sezze dove due ragazzi di 17 e 20 anni hanno picchiato un uomo romeno in stato di tale ubriachezza da non potersi difendere, rischiando di ucciderlo. Sono ora accusati di tentato omicidio aggravato dai futili motivi. In pratica, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, è stato proprio il fatto di averlo visto in difficoltà a spingerli al gesto: colpirlo con violenza, facendolo crollare a terra. Nel forte impatto l’uomo si è fracassato il cranio ed è rimasto per un mese tra la vita e la morte, mentre non si conoscono ancora le conseguenze sulla sua salute futura.

“Hanno rischiato di ucciderlo e senza alcun motivo. L’accanimento e la crudeltà nei confronti di una persona vulnerabile denota un tipo di atteggiamento che a volte riscontriamo in alcuni giovani – ma non possiamo generalizzare – di mancanza assoluta di compassione. E questo è un aspetto assolutamente grave. L’altro aspetto non meno grave è quello dell’omertà da parte di tutti coloro che sapevano, perché avevano visto, e hanno depistato in qualche modo le indagini tanto che, quando la vittima è arrivata in ospedale, si pensava che fosse caduto da un muretto perché ubriaco.  Questo è un aspetto davvero inquietante, sapere che ci sono persone che conoscendo fatti così gravi, non collaborino, ma lo facciano solo quando vengono rintracciate dagli investigatori”, aggiunge Spina.

“Per questo noi cerchiamo di fare prevenzione stando a diretto contatto con i ragazzi, andando nelle scuole. Io ho incontrato per questo, sui temi del bullismo e cyber bullismo, decine e decine di ragazzi. Lo faccio io qui, ma anche tutta la Polizia di Stato, per cercare di trasmettere valori diversi da quelli che in alcuni ambienti sono purtroppo dominanti”.

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