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Terme del Bagnaccio, ruspe in azione per demolire i manufatti abusivi

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Alessio De Parri

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Viterbo, è iniziata la demolizione delle strutture del Bagnaccio, quelle ritenute abusive dal Comune, che in un’ordinanza dello scorso febbraio dell’ufficio urbanistica, firmata dall’architetto Massimo Gai, aveva dato tre mesi di tempo all’associazione che gestisce il parco termale per liberare l’area e riportarla a come era originariamente. I tre mesi scadono tra sette giorni, sabato 8 maggio, mentre all’inizio della prossima settimana, tra lunedì e martedì, è attesa la sentenza del Tar del Lazio sulla richiesta di sospensiva dell’ordinanza avanzata dai gestori del Bagnaccio. In attesa di capire come evolverà la situazione, però, l’associazione sta provvedendo come detto alla demolizione delle strutture, tra cui le pedane, la vasca idromassaggio in muratura costruita di recente e anche la casetta in legno che ospitava la reception. 


Ieri mattina, venerdì 30 aprile, per portarla via, un gruppo di operai ha dovuto utilizzare una grossa gru che, appunto, ha agganciato il gabbiotto caricandolo poi sul camion.

Intanto nei giorni scorsi, sulla pagina Facebook “Bagnaccio, Terme e Natura”, l’associazione di promozione sociale che gestisce appunto il parco termale, è intervenuta sulla vicenda, chiarendo alcuni aspetti. “I manufatti contestati dal Comune sono sorretti da validi ed efficaci titoli e risultano, peraltro, indispensabili per il sito – fanno sapere i gestori -. Contro l’ingiunzione emessa dal Comune, con la quale viene inficiata la legittimità di ogni amovibile ed indispensabile piccola struttura in legno, realizzate solo per rendere possibile una sana e corretta gestione anche per la stessa salvaguardia del parco termale, è stato proposto ricorso dinanzi al giudice amministrativo ritenendo la medesima ingiunzione affetta da gravi e palesi vizi”.

“Preme peraltro sottolineare che il contratto esistente tra Comune e gestori addirittura pone come obbligo per il soggetto sub-concessionario quello della realizzazione di alcune opere, tra le quali quelle oggi contestate, perché necessarie per lo sviluppo e la fruizione dell’area stessa. In sostanza, i titolari della concessione si trovano a confrontarsi con un’amministrazione che da una parte li impegna a realizzare opere per lo sfruttamento termale e dall’altra ne contesta le opere stesse, con provvedimenti contrari e contraddittori. Auspichiamo perciò – concludono dall’associazione – che l’assessore comunale all’urbanistica si impegni per trovare una pronta soluzione che eviti gli ingenti danni non solo in capo ai sub concessionari ma soprattutto ai lavoratori del Bagnaccio e alle migliaia di fruitori che ogni anno vengono accolti”.

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