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Torre Nord e ambiente Magliani, che aria tira?

GIAMPIERO ROMITI

Transizione ecologica, rinnovabili, gas, carbone, Tvn “liberata” dal combustibile fossile (nel 2025 o nel 2030 ?), impianti solari, eolico off shore: argomenti tutti bollenti. Esplodono ogni giorno dichiarazioni, prese di posizione, punti di vista spesso e volentieri paralleli oltreché talvolta banali. Insomma cos’è che gira intorno all’universo ambientalista e non (soprattutto di casa nostra pur ravvisando che con troppa disinvoltura -e in pratica sempre – non arrivano voci importanti che dovrebbero , stabilmente , offrire informazioni precise e corrette alla comunità, che da anni e anni attende di prendersi una sbornia d’aria pura) ?

Avremo tra poco modo di occuparci delle incomprensibili (e inammissibili) bocche cucite che si trovano rinserrate nelle ovattate stanze di Palazzo del Pincio epperò intanto ci occuperemo del fermento che, vivaddio, continua ad agitare positivamente la quotidianità. Che si riempie sempre di più di contenuti per cercare di ad ottenere un indispensabile e finalmente salutare miglioramento atmosferico.

Grosso successo, per cominciare, ha ottenuto l’assemblea “Per il clima fuori dal Fossile”che ha visto una larga partecipazione locale ( tra cui il segretario della Fiom Giuseppe Casafina, il presidente della CPC Patrizio Scilipoti, Roberto Bonomi per l’Usb, Alessio Gismondi della Cna, il dottor Ghirga per i medici Isde, i giovani di Fridays for Future, esponenti dei Cobas , di Prc, del Comitato SOLE, del Forum Ambientalista, di Città Futura, del Collettivo No al Fossie) e fissato il punto centrale dell’incontro su “transizione ecologica, lavoro,progetti alternativi, finanziamenti pubblici da intercettare per realizzare subito una riconversione virtuosa dei poli industriali e logistici del nostro Paese” (Bignotizie.it, 9 Maggio).

Come già messo in evidenza da La Provincia, s’è fatto sentire il grillino, consigliere regionale, Devid Porrello, che ha sottolineato la valenza della richiesta della “Threnyan Wind Energy” di concessione demaniale per 30 anni per un parco eolico off shore e tuonato: “Ora burocrazia rapida”. Addirittura ad altissimo livello nazionale ha rimbombato il botta a risposta tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ( “L’Italia è molto impegnata, ma serve intensificare lo sviluppo delle fonti alternative”) e il ministro leghista dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti (“Le decisioni assunte prima della crisi impongono una riflessione circa dinamiche e tempi con cui dovrà avvenire la marcia verso la decarbonizzazione”).

Un monito che sa di grido d’allarme è arrivato dallo storico, esperto di politiche energetiche Giuliano Garavini (Il Fatto Quotidiano) che ha confezionato un editoriale dal titolo assai perspicace (“Greta addio: il 2022 rischia di essere l’anno del Grey Deal”) e che si conclude con un’amara riflessione: “La “mano invisibile“ del mercato ci ha reso sempre più dipendenti dalle fossili. Sta allo Stato renderci indipendenti”.

Secondo i rappresentanti del “Laboratorio Ref“ (Andrea Ballabio, Donato Berardi, Roberto Bianchini, Andrea Tenconi e Samir Traini) si sta verificando che “sugli scenari contenuti nella strategia italiana di lungo termine sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, l’elettrificazione dei consumi è preferibile perché la produzione di energia elettrica e il suo utilizzo per riscaldamento, raffreddamento e trasporti è più efficiente dell’utilizzo delle fonti energetiche fossili e ci si attende che l’incremento della domanda elettrica potrà essere soddisfatto da una maggiore produzione ottenibile dalle rinnovabili”.

Altri giri sul versante nazionale e l’Ansa (11 Maggio) lancia la dichiarazione del ministro Cingolani: “Senza accumuli aumentare le rinnovabili è inutile”. Il giorno dopo lo stesso numero uno della Transizione Ecologica, ha ripreso l’argomento su “Quale Energia.it (12 Maggio) evidenziando che “E’ positivo puntare su accumuli ed eolico off shore, ma installare tante fonti rinnovabili senza adeguata capacità di “storage“ rischia di essere inutile”.

Rieccoci, finalmente in casa nostra, e la notizia che spalanca del porte del sorriso o meglio di un futuro da respirare a pieni polmoni, arriva dall’Adsp (Civonline, 12 Maggio): “Al porto di Civitavecchia la prima imbarcazione, unica in Italia, zero emissioni per attività di rec-oil”. Significa ? Semplice: i presidenti della “Tecnomate“ Emiliano Vitali e della Riconversione Elettrica srl Ri.E. Francesco Piccione hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la realizzazione del natante che sarà operativo entro il 2023: straordinario, in culo alla balena! Dulcis in fundo l’efficace intervento della renziana Marietta Tidei, presidente della commissione Attività Produttive del Consiglio del Lazio, che ha rimarcato quanto sia importante “lo sblocco degli impianti da fonte rinnovabile” (La Provincia, 11 Maggio).

Eppoi, riferendosi ai vincoli paesaggistici che il Mic vorrebbe imporre su una fetta della provincia di Viterbo e più direttamente su Montalto col rischio di bloccare gli impianti fotovoltaici (e per la proprietà transitiva, se detti vincoli venissero fissati, anche l’area di TVN potrebbe patirne gli effetti) , ha sparato: “In un momento come questo in cui è necessario dare impulso allo sviluppo delle rinnovabili, sarebbe gravissimo ostruire i procedimenti amministrativi di Paur o di via Nazionale”. Bè, è proprio il caso di dirlo: far politica ovvero essere al servizio dei cittadini significa tenere sempre lo sguardo vigile sull’attualità che, hai visto mai, potrebbe essere per loro dannosa. In altre parole: un compito nobile che, in tal caso, ha svolto la Tidei.

E rifacendoci alle “bocche cucite” nostrane (accennate all’inizio) , la domanda a questo punto è: i civitavecchiesi tutti sanno qualcosa di ciò che bolle in pentola per quanto concerne presente e futuro di Torre Valdaliga Nord? L’assessore all’ambiente e la delegata all’Enel – Manuel Magliani e Barbara La Rosa – possibile che non abbiano mai proprio niente di niente da riferire se, e in che modo, si stia sviluppando un proficuo (o svantaggioso o stucchevolmente ancora interlocutorio) dialogo col colosso energetico ?

Inutile far planare sulle scrivanie dei media comunicati imbottiti di aria fritta e di temi di ordinaria amministrazione che nulla hanno a che vedere con la tanto attesa benefica rivoluzione energetica, è ora di infrangere la barriera del silenzio che avvolge il “connubio” Amministrazione-Ente Elettrico. Dal quale è auspicio generale possa (e meglio debba) germogliare ambiente limpido e solida occupazione. Senza dimenticare, guai!!!, la salute pubblica di cui, non a caso, c’è un signore che ha il tassativo compito di garantirla. Un signore che va in estasi quando si vede vestito di verde-bianco-rosso.

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