un-sindaco-sceriffo-senza-la-stella

Un sindaco sceriffo senza la stella

Pubblicato il

Pubblicato il

Un sindaco sceriffo senza la stella

I locali del centro sono sfuggiti a ogni controllo da parte dell’amministrazione che autorizza ogni cosa a occhi chiusi


Non ce la fanno, è più forte di loro. Il sindaco di destra eletto a Civitavecchia può resistere al massimo due anni, poi sente il dovere morale di intervenire e denunciare problemi di ordine pubblico nella sua città. Indipendentemente dal fatto che la cosa possa rivelarsi vera o meno: l’importante è mettere al petto la stella da sceriffo e denunciare per non deludere le salviniane aspirazioni. Poco contano i rapporti con il commissariato locale, il cui dirigente rappresenta in tutto e per tutto il Questore di Roma, la vera

Autorità di pubblica sicurezza per il territorio di Civitavecchia. La politica è altra cosa e deve per forza andare oltre i dati oggettivi. E allora due o tre reati accertati si trasformano in altro, diventano terreno di propaganda, motivo valido per un sindaco necessitante di rivendicare maggiore sicurezza.

Ernesto Tedesco lo ha fatto, e in uno dei suoi massimi livelli di esaltazione delle opere salviniane, ricalcando gli accadimenti di teatri completamente diversi da quello locale, per non sentirsi inferiore ha voluto chiedere per Civitavecchia un maggiore supporto anche in termini di potenziamento di mezzi e personale delle forze dell’ordine. Il motivo? Un operaio di Csp minacciato con un coltello e una famiglia aggredita immotivatamente da un extracomunitario con problemi psichici. Una scusa come un’altra per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine e attaccare il ministro Lamorgese. Solidarietà che lascia il tempo che trova, dal momento che in prima linea nei fatti di ordine pubblico c’è proprio il commissariato, rappresentato egregiamente dal suo dirigente Paolo Guiso e costituito da uomini e donne dalla indiscussa professionalità. Ernesto Tedesco avrebbe potuto chiedere qualche dato in più al commissariato di viale della Vittoria: avrebbe evitato figuracce e di sicuro sarebbe stato più concreto nelle sue analisi. Ma quello che conta, si sa, è il politichese, soprattutto per i leghisti. Ecco allora che il Sindaco si improvvisa sceriffo, anche se purtroppo la stella manca. Manca la cometa: vallo a guidare un primo cittadino la cui azione amministrativa manca di obiettivi. Tuttavia la materia dell’ordine e della sicurezza pubblica, per quanto complessa, potrebbe anche vedere il Sindaco in prima linea dare un supporto concreto al commissariato, ovviamente per quanto di sua competenza. I locali del centro, ad esempio, hanno tutti le autorizzazioni necessarie? Rispettano tutti gli standard di sicurezza? Impongono ai loro clienti l’uso della mascherina all’interno? E i politici-amministratori che li frequentano, sicuro che diano il buon esempio indossandola? La questione è complessa e se il Sindaco volesse, insieme al dirigente della Polizia locale avrebbe tanto da fare per fornire un supporto concreto a chi ha il compito di mantenere l’ordine pubblico in città. Ma sconfinare è meno rischioso: meglio navigare in acque sicure, non si sa mai.

Related Posts