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Vaccino, D’Amato: “I medici di base non resteranno senza dosi”

Mentre il sindacato di categoria (Fimmg) proclama lo stato di agitazione, dicendosi pronto a proclamare lo sciopero, sulla consegna dei vaccini ai medici di famiglia arrivano precise rassicurazioni dalla Regione. Tanto che l’assessore D’Amato, annuncia per oggi, lunedì 10 maggio, un incontro volto ad aggiornare il piano delle somministrazioni. Al centro della polemica l’apertura di nuovi hub e quindi il mancato rispetto, nota il sindacato, “degli accordi sottoscritti con Fimmg”. Il problema è di carattere squisitamente economico: per ogni somministrazione ai medici di base vengono infatti corrisposti tra i 15 e i venti euro e va da sé che, con l’apertura di nuovi hub, la categoria vede assottigliarsi la fetta dei potenziali guadagani. In questo contesto, va comunque detto che le vaccinazioni presso i medici di base, contrariamente alle voci che circolano da una settimana, proseguono anche in questi giorni.  A Viterbo la settimana scorsa la media è stata di circa 250 dosi somministrate al giorno. Venerdì, ad esempio, sono state 264: 158 nel distretto di Civita Castellana, 48 in quello di Montefiascone/Tarquinia e 58 in quello di Viterbo. 

Da qui la reazione dell’assessore D’Amato: “Ai medici di medicina generale sono state consegnate il 97% delle dosi da loro ordinate, pertanto mi sembra eccessivo proclamare uno stato di agitazione e siamo pronti da subito ad aumentare le dosi di Astrazeneca. I cittadini sono liberi di scegliere se richiedere la vaccinazione dal proprio medico o presso il sistema di prenotazione regionale. Abbiamo bisogno di tutti: degli hub vaccinali, dei medici di base e pure delle farmacie, pronte a partire a fine mese”. 

Da parte loro i medici alzano però il tiro: “Se negli hub viene utilizzato per tutti il vaccino Pfizer, a prescindere dall’età e dalle patologie – osserva la Federazione dei medici di famiglia – questo viene invece centellinato o del tutto negato ai medici di medicina generale che hanno dovuto disdire gli appuntamenti. Noi ci chiediamo quanto costi in termini di denaro pubblico e di personale mantenere un siffatto sistema, che, nonostante i proclami, in 4 mesi ha raggiunto solo un milione e mezzo di somministrazioni per la prima dose e 738.000 (dati Salute Lazio) per entrambe le dosi su 4.947.992 cittadini (dati Istat)”. Per contro, “attualmente la medicina di famiglia ha vaccinato 191.785 cittadini in 2 mesi (dati assessorato), il triplo di qualsiasi hub vaccinale che ha iniziato mesi prima, con costi decisamente inferiori e con enormi difficoltà nel rifornimento dei necessari vaccini”. “Medicina di famiglia che – evidenzia la Fimmg – da più di un anno è in prima linea insieme alle istituzioni nel fronteggiare la drammatica pandemia che ha colpito il Paese, attraverso le Uscar, poi con la vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica, senza considerare le migliaia di tamponi gratuiti per il cittadino per una diagnosi appropriata e precoce”.

 

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