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Vaccino Pfizer a Roma e nel Lazio, si liberano 100mila posti: ecco cos’è successo

E’ di ieri il vacillante annuncio che fa sapere ai cittadini della Regione Lazio, in attesa del richiamo Pfizer, che dovranno aspettare un po’ più del previsto. Come si legge dal comunicato dell’unità di crisi regionale anti-Covid, infatti: “A partire da lunedì 17 maggio saranno estesi i richiami del vaccino Pfizer a 5 settimane, ossia 35 giorni“. 
Nella fattispecie la seconda dose del vaccino, per chi aveva appuntamento dal 17 maggio, arriverà con due settimane di ritardo (sempre però nello stesso luogo alla stessa ora). La mossa però ha anche un suo vantaggio: si recupereranno centomila dosi di Pfizer che saranno prenotatili anche per classi d’età ancora in bilico. 

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Pfizer: nel Lazio si posticipa la seconda dose 

Lunedì, giorno in cui si sono aperte le prenotazioni per la fascia d’età 54-55 anni, la Regione aveva dichiarato d’aver esaurito le dosi di Pfizer per tutto il mese di maggio; a fronte della disponibilità di AstraZeneca e Johnson & Johnson. Due vaccini per cui i dubbi, soprattutto da parte delle donne, erano stati parecchi. La Regione Lazio è una delle poche in Italia ad avere un piano vaccinale davvero efficace che, fin ora, sta procedendo con tempi giusti e rapidi. Tuttavia questo slittamento delle dosi Pfizer e l’esaurimento delle prenotazioni ha creato un caos nei centralini della Regione addetti alla somministrazione dei vaccini.

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Principalmente la paura riguarda proprio chi ha già effettuato la prima dose che si aspettava di ottenere la prima entro i 23 giorni rispetto a quando ha ricevuto il vaccino. E’ stata, infatti, l’azienda stessa a raccomandare i tempi di somministrazione che adesso però si stanno allargando: 35 per il Lazio e, forse, 42 per l’Italia. Ieri comunque Alessio D’Amato – assessore alla Sanità del Lazio – ha precisato che lo slittamento è avvenuto: “Recependo le raccomandazioni del Cts e della Struttura Commissariale, determinando così un aumento della copertura della popolazione“. 

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