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Il 5% della popolazione laziale chiede aiuti alimentari. E’ questo il dato più importante che emerge da uno studio condotto da ActionAid, che ha raccolto i dati forniti da Agea, l’agenzia governativa e che distribuisce le eccedenze alimentari agli enti del terzo settore. Il Lazio, dopo la Campania e la Sicilia, è la terza regione in Italia per numero di persone che si rivolgono agli enti per l’assistenza alimentare. Dati significativi che fotografo una situazione drammatica, iniziata con la pandemia e accentuata da guerra e caro bollette. Una fotografia in bianco e nero che il segretario regionale della Cisl, Enrico Coppotelli, vuole consegnare al nuovo inquilino della Regione Lazio.
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“Nelle prossime settimane presenteremo una Agenda Cisl per il nuovo governo regionale. Un’agenda per rilanciare lavoro, coesione, investimenti, produttività, inclusione, sanità politiche sociali e tanto altro. Una road map che consegniamo a chi sarà chiamato a guidare la Regione Lazio dopo le urne, nella consapevolezza che per realizzare il Lazio del futuro occorre rimettere al centro la persona in un clima di concertazione e corresponsabilità sociale” conclude Coppotelli. Ma più che le parole, a parlare sono i numeri. Freddi e impietosi. Da giugno 2020 ad oggi la crescita è stata di 91.500 persone. Il dato di agosto 2022 è di 285.368 soggetti. Su una popolazione complessiva che non tocca i 6 milioni di abitanti. Vuol dire che il 5% della popolazione laziale chiede aiuti alimentari. A giugno 2020 erano 193.846, a gennaio 2021 183.260, a marzo 2022 266.316. Il report di ActionAid si chiama “Cresciuti troppo in fretta: gli adolescenti e la povertà alimentare in Italia”. Sono state raccolte testimonianze di giovani tra gli 11 e i 16 anni che vivono in condizioni di povertà alimentare. Emerge un quadro noto ma non per questo meno allarmante: tra i “nuovi poveri” ci sono famiglie che, nonostante il lavoro, o la sua perdita e precarizzazione, si sono trovate dall’oggi al domani in condizioni di indigenza assoluta. Ed è chiaro che i più esposti sono i minori, specialmente quando vivono in famiglie con più figli e gli stranieri.
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A quelli di ActionAid si aggiungono anche i dati della Caritas che sono simili per drammaticità. Il segretario generale Cisl Luigi Sbarra, ha scritto: “Un dramma sociale. Il reddito di cittadinanza resta una misura importante ma va migliorato. Ha ragione Papa Francesco: solo con il lavoro e gli investimenti si può combattere questo fenomeno tristemente dilagante”. Il Rapporto della Caritas ci dice che la povertà, in sei casi su dieci, si eredita. Si tramanda da padre in figlio. Si cronicizza. “Il povero si rivela come l’anello debole di una catena che non si riesce a spezzare. E c’è un ritorno dell’aporafobia”. Cioè la paura del povero, l’intolleranza, la discriminazione. L’empatia dei mesi più duri della pandemia è lontanissima.
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