Le malattie croniche costituiscono 9 delle 10 principali cause di morte in Italia incluse le tre più frequenti malattie dovute a cause prevenibili: fumo di tabacco, dieta e attività fisica inadeguata e uso di alcol.
Che cosa sono e quali sono le malattie croniche?
Le malattie croniche sono le condizioni mediche o i problemi di salute associati a sintomi o a disabilità che richiedono una gestione a lungo termine, ovvero di tre mesi o più, con un lungo percorso che può essere non curabile. Questo rende spesso la gestione delle condizioni croniche difficile non solo per la persona che ne soffre ma anche per tutti i familiari e parenti che vivono insieme.
Le malattie croniche possono essere il risultato di diversi fattori che esistono in contemporanea, come: malattie, fattori genetici, condizioni socioeconomiche, lesioni e possono essere la conseguenza di comportamenti non sani che iniziano già durante la giovinezza.
Le principali malattie croniche sono:
- Artrite Reumatoide;
- Asma;
- Diabete Mellito;
- Epilessia;
- Fibrosi Cistica;
- Glaucoma;
- Insufficienza Cardiaca;
- Insufficienza Renale Cronica;
- Insufficienza Respiratoria Cronica;
- Malattia Di Alzheimer;
- Ipertensione Arteriosa;
- Morbo Di Parkinson;
- Sclerosi Multipla;
- Malattia Celiaca;
- Sindrome Di Down;
- Tumore
Quali sfide deve affrontare una famiglia con una o più malattie croniche?
La malattia cronica non è la malattia della singola persona, ma è una malattia che coinvolge tutta la famiglia, la quale si deve adattare alla nuova situazione, trovare un nuovo equilibrio.
Le sfide connesse con il vivere con una malattia cronica sono:
- alleviare e gestire i sintomi
- adattarsi alla nuova condizione, sia da un punto di vista psicologico che fisico
- conoscere, prevenire e saper gestire le crisi e le complicanze
- attuare il regime terapeutico prescritto
- normalizzare la propria vita e quella dei familiari
- stabilire delle reti di sostegno e ottenere risorse che possano migliorare la qualità di vita
- ritornare ad una vita il più possibile “normale” dopo l’episodio acuto (infarto miocardico o ictus) o una riacutizzazione della malattia cronica.
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