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Viterbo, acqua. Talete azienda speciale Crescono i consensi

Talete Gli uffici nella sede di via Romiti

Mattia Ugolini

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Si amplia la platea di sindaci e amministratori che chiedono di trasformare Talete in un’azienda speciale: Alessandro Giulivi, Federico Grattarola, Maurizio Testa di Monteromano, Sandro Giglietti di Monterosi, Agostino Gasbarri di Carbognano e diversi consiglieri di Civita Castellana e Bassano Romano. Questi i firmatari della lettera redatta dal primo cittadino di Ronciglione, Mario Mengoni, il quale chiede al presidente della Provincia – e dell’Ato – di valutare, “anche attraverso il ricorso a specifici studi e consulenze, la sostenibilità giuridica, economica e finanziaria per la trasformazione della società partecipata Talete Spa in azienda speciale di diritto pubblico”.

Talete, Genova boccia l'azienda speciale

Talete, Genova boccia l’azienda speciale

La missiva, depositata ufficialmente, sarà discussa nella prossima assemblea dei sindaci, in programma questa settimana, forse dopo alla Consulta d’Ambito che, invece, dovrà discutere del colloquio con Arera sul chimerico prestito da 40 milioni avvenuto venerdì scorso. Per Mengoni e gli altri cinque sindaci, ai quali si sono aggiunti consiglieri, esperti, legali e giuristi, ad aver inciso sulle precarie condizioni economiche di Talete sarebbe stato proprio la sua struttura gestionale. L’azienda, infatti, è una società pubblica ma di diritto privato.

Talete, sindaci in silenzio  dopo l'incontro con Arera

Talete, sindaci in silenzio dopo l’incontro con Arera

“In diverse pubbliche esternazioni l’amministratore unico della società partecipata ha affermato che in caso di mancata ricapitalizzazione sarà costretto a depositare i libri in tribunale. La presente crisi societaria – affermano nella lettera gli amministratori – consegue un’errata scelta nella forma gestionale del servizio, quella della società di capitali, che non è stata mai in grado di garantire adeguati livelli d’efficienza e di sostenibilità finanziaria ed economica del servizio anche in considerazione della natura di Ato debole”. E dunque, bisogna trovare una soluzione per garantire stabilità. Nel frattempo, mentre l’amministratore unico Salvatore Genova prosegue nell’assemblare il piano di ricapitalizzazione da sottoporre al Collegio sindacale, Chiara Frontini resta alla finestra. Non ha firmato la lettera dei colleghi, però non è da escludere che anche lei possa prendere posizione. La sindaca vuole prima attendere la discussione in assemblea dei sindaci per prendere una decisione. Consapevole e forte del fatto che, essendo Palazzo dei Priori il maggior azionista della società, la sua parola potrebbe contare molto.

L'amministrazione comunale incontra i cittadini

L’amministrazione comunale incontra i cittadini

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