È stato condannato a 7 anni e mezzo il fidanzato di Valentina Rubino, finito in manette con l’accusa di omicidio stradale aggravato a seguito al drammatico incidente in cui morì la 24enne. La sentenza di primo grado ha stabilito un risarcimento di oltre 100 mila euro per le parti civili. Il 25enne, d’origine egiziana, rimarrà agli arresti domiciliari. Ieri nell’aula 1 del Tribunale in via Falcone e Borsellino si è celebrata l’udienza dedicata alla discussione. Il ventenne è comparso al cospetto del gip Savina Poli accanto al proprio difensore, l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, il quale ha chiesto e ottenuto per il proprio assistito il rito abbreviato.
Morta nello schianto sulla Cimina, si indaga per omicidio stradale
Contro il 25enne una decina di parti civili, tra le quali i parenti della giovane vittima, che hanno presenziato alla seduta. Il giovane, a marzo scorso, da principio riferì di non essere stato lui alla guida dell’auto nel momento dell’impatto, poi ritrattò e confessò, consegnandosi spontaneamente alle autorità e pertanto fu spedito agli arresti domiciliari. Durante l’interrogatorio rispose a tutte le domande dei magistrati, rivelando di essere stato lui il conducente del mezzo e aggiungendo di essere distrutto dalla sofferenza e dal rimpianto per quanto successo. Il tragico incidente risale alla notte tra il primo e il 2 marzo sulla Cimina e avvenne al bivio per San Martino al Cimino. Intorno alle 2.00 di notte l’Alfa Romeo, di proprietà del padre della 24enne, sbandò all’altezza del chilometro 11, in prossimità della biforcazione, andando a cozzare contro un albero. A bordo della vettura, insieme alla coppia di ventenni altri due giovani fidanzati. Tutti e quattro stavano rientrando dopo aver trascorso in discoteca la serata di Carnevale. Sulla dinamica del sinistro, in prima battuta la Procura della Repubblica di Viterbo aprì un fascicolo contro ignoti e le indagini furono coordinate dal pubblico ministero Michele Adragna.
Le sorti del dossier cambiarono nel giro di poco, quando il 25enne dichiarò la verità, ribadendola anche in occasione dell’interrogatorio di garanzia che si svolse il 25 marzo davanti al gip. Stando alle ricostruzioni, il giovane era al volante dell’auto, mentre Valentina era seduta sul sedile passeggero a fianco, e l’altra coppia era accomodata sui sedili posteriori. Ai soccorritori le condizioni della 24enne sembrarono sin da subito disperate e i sanitari dell’ospedale di Belcolle fecero di tutto per salvarle la vita. Nel frattempo scattò inoltre una gara di solidarietà per trovare sacche di sangue del gruppo 0 Rh negativo ma purtroppo la giovane si spense quattro giorni dopo. Anche l’altra ragazza che viaggiava sullo stesso veicolo fu ricoverata d’urgenza in terapia intensiva, ma non in pericolo di vita. Al termine della camera di consiglio, durata due ore, il gip ha condannato il 25enne a 7 anni e 6 mesi di reclusione. Il verdetto ha disposto più di 100 mila euro in favore delle parti civili.

