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Viterbo, morte Sestina Arcuri. Processo d'appello per il fidanzato: il 21 dicembre la sentenza

Morte di Maria Sestina Arcuri. Oggi, 12 dicembre, penultima udienza davanti alla Corte d’Assise d’Appello per il processo bis ad Andrea Landolfi. Il procedimento di secondo grado è destinato a concludersi prima delle festività natalizie. In aula sono attese le deposizioni degli ultimi due testimoni. Lo scorso primo dicembre sono stati sentiti i consulenti dell’accusa e della difesa. Gli specialisti scelti da entrambe le parti hanno confermato quanto riferito durante la fase istruttoria del processo di primo grado, conclusosi a luglio 2021 con l’assoluzione del trentenne dai reati di omicidio volontario e omissione di soccorso, dopo essere stato accusato di aver gettato dalla scalinata interna dell’appartamento della nonna, la fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri, la notte tra il 3 e il 4 febbraio del 2019 a Ronciglione.

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Pertanto, nei primi mesi del 2022, la pubblica accusa ha avanzato il proprio ricorso ritenendo che i giudici della Corte d’Assise del Palazzo di Giustizia in via Falcone e Borsellino siano incorsi in errori di valutazione, ribadendo la propria posizione riguardo la vicenda.

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Tuttavia al giovane ex boxeur romano fu inflitta dalla Corte d’Assise del Tribunale di Viterbo, una condanna a 4 anni per il reato di lesioni aggravate nei confronti della nonna ottantenne, Mirella Iezzi, alla quale fu riscontrata la frattura di tre costole. L’anziana, rappresentata dall’avvocato Gianluca Fontana, del Foro di Busto Arsizio, è stata ascoltata appena undici giorni fa soltanto su questa contestazione, perno del ricorso presentato a febbraio di quest’anno dai legali dell’imputato, secondo i quali si tratterebbe di lesioni colpose e non dolose. L’ottantenne ha inoltre precisato che il nipote non la colpì, ma la scostò con il braccio per aiutare la compagna. La seduta decisiva che sarà dedicata alla discussione è fissata al 21 dicembre.

 

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