- a
- a
- a
Nuovi guai per Daniele Nuomi, il buttafuori ventenne, condannato a settembre scorso a 16 anni di reclusione, per aver violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e rapina, con l’aggravante della crudeltà. Vittima una 17enne che conobbe nella discoteca in cui lavorava. Lunedì 5 dicembre presso il Tribunale di Velletri prenderà il via un altro procedimento che questa volta lo vede imputato per truffa e sostituzione di persona. I fatti in contestazione risalgono all’agosto del 2019 e si consumarono a Pomezia.
Il barista: “Anche noi derubati e aggrediti a coltellate”
Stando alle ricostruzioni e alle accuse formulate dagli inquirenti, il giovane, durante un accesso al pronto soccorso, in attesa di essere visitato avvicinò un uomo, di origini sarde, spacciandosi per il titolare di una cooperativa specializzata in trasporti con ambulanze, proponendo alla vittima un lavoro come conducente dei mezzi di soccorso della società di cui illegittimamente si finse proprietario. L’uomo tratto in inganno e allettato dalla proposta del ventenne, gli consegnò 190 euro che sarebbero serviti per l’assicurazione e 60 euro necessari per la richiesta per il certificato del casellario giudiziale. Solo poche settimane fa è entrato nel vivo a Roma un altro processo a suo carico per stalking, minacce e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti aggravati.
Anziano accoltellato. Il Comune si costituirà parte civile
La vicenda che riguarda il ventenne, sempre assistito dall’avvocato Luigi Mancini, si verificò tra dicembre 2019 e gennaio 2020, e ricorda quella al centro del procedimento in primo grado che si è celebrato a Viterbo davanti al collegio del tribunale di Viterbo e che si è concluso il 27 settembre di quest’anno, quando al ragazzo è stata inflitta una condanna a 16 anni di carcere. Nuomi fu denunciato da una 17enne romana, adescata in un locale notturno presso il quale era stato ingaggiato come buttafuori. Secondo le tesi accusatorie, già dal primo incontro l’imputato l’avrebbe afferrata per i capelli con violenza accusandola di essere interessata ad altri ragazzi. Le intimidazioni del ventenne sarebbero state rivolte anche ai genitori dell’allora adolescente e in un’occasione in particolare il ragazzo sarebbe arrivato a intimarle che avrebbe mandato qualcuno a uccidere suo padre e l’avrebbe avvertita inoltre che avrebbe danneggiato l’auto della madre.
In un’altra circostanza, Nuomi l’avrebbe minacciata di morte e di picchiarla se la giovane vittima non lo avesse raggiunto in un albergo sul litorale romano. La ragazza, che denunciò il ventenne nel 2020, sarà sentita a maggio 2023.
Schianto sulla Cimina, 7 anni e mezzo al fidanzato di Valentina Rubino morta nell’incidente

