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50 chilometri con il figlio nel passeggino: Lorenzo Lotti conquista il record

È sempre difficile descrivere le emozioni, dargli forma e sostanza, trasformarle in parole. Proprio loro che esplodono, riempiono e travolgono. Ma la verità è che spesso non c’è neanche bisogno di provare a razionalizzare ciò che sentiamo, perché ci pensa il tono della voce a farlo, così come quelle pagliuzze dorate che brillano negli occhi e quell’entusiasmo contagioso.

Lo stesso entusiasmo con il quale, Lorenzo Lotti, mi ha accolta per raccontarmi con generosità la sua ennesima vittoria, sicuramente la più grande, che ha condiviso insieme a suo figlio Raimondo di soli 7 mesi.

Il suo nome non vi suonerà nuovo perché da giorni balza da una parte all’altra del web. È stato già ribattezzato come il super papà del nostro Paese ed è lui oggi a detenere il primato della corsa con il passeggino, lo stesso che gli ha permesso di entrare nei Guinness World Records.

Chi è Lorenzo Lotti, l’uomo che corre con il passeggino

È un maratoneta, Lorenzo, e lo sport non è solo una passione per lui, quanto più una vocazione, un vero e proprio stile di vita. Insegnante di scienze motorie, e assessore allo sport del Comune di Predappio, vive una vita “sempre di corsa”, uno slogan questo che accompagna anche il suo profilo su Instagram.

Di sfide sulla strada ne ha affrontate tantissime, partecipando a campionati e maratone, collezionando numerosi premi e riconoscimenti. Eppure tutti quei chilometri consumati, in allenamento e o in gara, non possono competere con qui 50 chilometri percorsi insieme al suo Raimondo, gli stessi che gli hanno permesso di entrare nel Guinness dei primati.

Lorenzo Lotti, insieme a suo figlio di soli 7 mesi, ha partecipato il 10 settembre alla competizione 50km pushing a pram, con un solo obiettivo, quello di vincere. Spingendo il passeggino con suo figlio a bordo, ha percorso il tracciato cittadino di Winschoten, località olandese in cui si è svolta la gara, stabilendo un nuovo e straordinario record.

Guinness World Record di corsa col passeggino

A fine luglio, il maratoneta di Predappio annunciava la sua impresa sul suo profilo Instagram:

Il 10 Settembre tenterò, anzi tenteremo, di stabilire un GUINNESS WORLD RECORDS, “50 km pushing a pram”. Ovvero 50 km di corsa spingendo Raimondo sul passeggino”

Quel giorno è arrivato e Lorenzo Lotti ha raggiunto il suo obiettivo entrando ufficialmente nel Guinness World Record vincendo la competizione 50km pushing a pram. In sole 3 ore, 15 minuti e 57 secondi, ha superato il record precedente fissandone uno straordinario, percorrendo i 50 chilometri previsti dalla gara.

“È un’emozione unica, che non so spiegare”, ci ha raccontato Lorenzo telefonicamente, tenendoci a specificare che quel traguardo raggiunto è ancora più significativo perché condiviso col suo bambino.

Nonostante l’esperienza sul terreno, questa volta Lorenzo si è trovato ad affrontare una sfida tutta nuova, che non ha nulla a che fare con i protocolli ben definiti delle competizioni che ha affrontato in passato, e che lo ha costretto a un’attenta e minuziosa preparazione. A Winschoten, infatti, Lotti non correva trascinando solo le sue gambe, ma anche il passeggino e suo figlio, per un totale di oltre venti chili. Ma la fatica è valsa la pena, non solo per il traguardo raggiunto, ma anche per tutto quello che ha vissuto insieme a Raimondo.

Le parole di Lorenzo Lotti

A raccontarci l’entusiasmo del traguardo raggiunto, e la fatica della preparazione, ci ha pensato lo stesso Lorenzo.

“Sono abituato a correre, ma la corsa con il passeggino è diversa, richiede una preparazione fisica diversa da quella a cui sono abituato. Non ci sono esperti che possano seguirti, quindi mi sono ritrovato ad affrontare una sfida del tutto inedita e nuova. Ma è stata bellissima, perché ogni giorno ho imparato qualcosa. Ogni giorno mi sono migliorato. Ho allenato e potenziato tutti i muscoli necessari non solo per correre, ma anche per trasportare Raimondo e il passeggino che serve per questo tipo di running”.

Quando hai deciso che volevi entrare nel Guinness World Record?

In realtà è stata una naturale conseguenza al mio stile di vita. Quando è nato Raimondo mi sono ripromesso di condividere con lui tutti, anche questa passione per lo sport che da sempre mi accompagna, non solo per trasmettergli i miei valori, ma anche per rinforzare il nostro legame. Così ho acquistato dei passeggini per correre insieme a lui e fare esperienza, anche vicino casa. Quando le persone ci guardavano per strada erano sempre sorprese e incuriosite. Io sempre più felice. Dopo di che la mia voglia di competizione ha fatto il resto, è ho deciso di iscrivermi alla 50km pushing a pram”.

E ce l’hai fatta…

“Sì, e sono ancora emozionato. Così tanto che non so come raccontarlo a parole. È stato tutto nuovo, diverso, bellissimo, sin dalla fase di preparazione che è durata sei mesi. Ho vinto altre competizioni in passato, ma nessuna eguaglia questa. Perché ero con Raimondo“.

Ci sono stati momenti di difficoltà?

“Le difficoltà più grandi sono state sicuramente quelle relative alla preparazione fisica perché, come ho già detto, c’è bisogno di rinforzare muscoli che solitamente nella corsa non sono usati. Ti faccio un esempio: alla fine della gara spesso capita di sentirsi stanchi e l’obiettivo in quel momento è quello di usare tutta la forza che si ha per continuare a muovere le gambe. In questo caso c’è bisogno anche di spingere il passeggino che, insieme a Raimondo, raggiunge un peso che supera i venti chili. Ma alla fine ce l’ho fatta, non solo per la preparazione, ma anche grazie alla presenza di Lorenzo. Mia moglie, poi, è da sempre la mia più grande supporter”.

Parliamo di Raimondo, l’altro vincitore della competizione. Come si è comportato durante la gara?

“Hai detto bene, la gara l’abbiamo vinta in due. Io e Raimondo. Ovviamente è stato un degno compagno di avventura. Mio figlio è stato naturalmente coinvolto in tutte le fasi di preparazione e ha sempre risposto piuttosto bene a quest’avventura condivisa con me. Ho studiato i suoi ritmi e i suoi comportamenti durante gli scorsi mesi e ho visto che, proprio durante la corsa, si rilassava al punto tale da addormentarsi. Lo ha fatto anche a Winschoten, dormendo per 2 ore. Per il resto del tempo, invece, si è guardato intorno e mi ha dato la forza per non fermarvi mai.”

E ora che sei entrato nel Guinness dei Primati cosa farai?

“Intanto mi godo il momento e tutte quelle emozioni che oggi, a distanza di giorni, ancora mi travolgono. L’entusiasmo delle persone che fanno parte della mia vita, poi, rende ancora tutto più bello. Sono giorni di festa qui in città.  Devo confessarti però che la mia testa sta viaggiando lontano, verso nuove e inedite sfide da vincere.”

Insieme a Raimondo?

“Sì, sempre insieme a lui. Lo faccio perché mi rende felice condividere tutto questo con il mio bambino, e sono sicuro che questo rende felice anche lui. Non può parlare, è vero, ma sento il suo entusiasmo tutte le volte che trascorre del tempo con me, vedo come mi cerca dopo le nostre corse, come se volesse dirmi “Dai papà, facciamolo ancora”. E questo mi fa capire che stiamo creando un legame speciale. Ed è per questo che invito tutti a farlo, a fare sport insieme alla famiglia. Perché fa bene, al corpo e al cuore, e perché farlo insieme è ancora più bello.”

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