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Federfarma ai politici: «Mettere a regime e rendere uniforme il lavoro svolto durante la pandemia»

All’assemblea pubblica di Federfarma le richieste ai farmacisti ai responsabili sanità dei partiti. Il presidente Cossolo: «Abbiamo spazi enormi per affermarci nel ruolo della prevenzione primaria». Mandelli (FOFI): «Distribuzione dei farmaci torni sul territorio». Il riconoscimento del Ministro Speranza: «Farmacie più forti aiutano il Paese»

di Isabella Faggiano e Francesco Torre

Dare piena attuazione alla farmacia dei servizi, rinnovare la Convenzione, un nuovo modello di remunerazione e nuove norme per rendere competitiva la farmacia indipendente. Sono queste alcune delle principali richieste arrivate dall’assemblea pubblica di Federfarma che si è svolta al teatro di Sistina di Roma. Davanti a una platea gremita hanno sfilato i responsabili sanità dei partiti e ha fatto un passaggio anche il ministro della Salute Roberto Speranza. All’inizio della manifestazione non poteva mancare un ricordo dei 33 farmacisti che hanno perso la vita per il Covid, mentre compivano il loro lavoro in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente.

L’obiettivo dei farmacisti italiani è quello di dare continuità a quanto avvenuto negli ultimi anni, quando con l’emergenza Covid la farmacia si è definitamente trasformata in un centro servizi dove non si va più solo per comprare farmaci: dai tamponi ai vaccini, la farmacia si è rivelato un presidio essenziale per far fronte al Covid. Negli anni la farmacia ha affiancato all’attività di dispensazione dei farmaci anche l’esecuzione di nuovi servizi, quali test diagnostici, prenotazione di visite specialistiche ed esami tramite CUP, effettuazione di screening (ad esempio per la prevenzione del tumore del colon retto), prestazioni di telemedicina (quali elettrocardiogramma, holter cardiaco e pressorio), come previsto dal modello della Farmacia dei servizi, delineato dal decreto legislativo n. 153/2009.

Cossolo: «Mettere a regime quanto fatto durante la pandemia»

Il presidente di Federfarma Marco Cossolo a Sanità Informazione ha sottolineato che «il ruolo della farmacia si è molto rafforzato in questo periodo grazie all’impegno che i farmacisti hanno messo nell’affrontare la pandemia. Oggi noi proponiamo di mettere a regime tutto quello abbiamo fatto durante la pandemia. Vogliamo essere ancora di più al fianco del Servizio sanitario nazionale. C’è ancora uno spazio di crescita per rendere stabili e uniformi i servizi che stiamo offrendo. Penso ai vaccini o a tutti i rilevamenti che si fanno su campione nasale o ematico qualora sia prelevato con agopungidito. Abbiamo spazi enormi per affermarci nel ruolo della prevenzione primaria».

A Cossolo fa eco il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia: «Alla politica chiediamo certezze per un futuro sostenibile dal punto di vista economico e professionale».

Speranza: «Farmacie più forti aiutano il Paese»

E un primo importante riconoscimento è arrivato direttamente dal Ministro Speranza che ha sottolineato: «La farmacia è un presidio di prossimità, una ricchezza del nostro Paese, un luogo dove si può costruire la fiducia tra il cittadino e il nostro Servizio sanitario nazionale. Avete la necessità di difendere e rappresentare un interesse di parte, facendolo coincidere con l’interesse del Paese. Avere farmacie più forti e rafforzare la capillarità sui territori aiuta anche il Paese». Speranza non esclude che la farmacia possa giocare un ruolo anche nello smaltimento delle liste di attesa: «La partita delle liste di attesa è complessa. Però rispetto a piccoli servizi e assistenze le farmacie possono dare una mano».

I numeri raccontano di un sistema di farmacie in salute: in Italia operano 19.935 farmacie, compresi 531 dispensari e farmacie succursali, istituiti per garantire il servizio in aree disagiate o caratterizzate da flussi turistici. Ogni giorno entrano nelle farmacie mediamente quattro milioni di utenti.

Eppure le farmacie possono espandere ancora di più il loro raggio di azione. Lo ha ricordato nel corso dell’assemblea anche Andrea Mandelli, presidente della FOFI: «Vorrei ampliare l’offerta vaccinale in farmacia con la vaccinazione per l’herpes e la pneumococcica e riportare tutti i farmaci sul territorio perché il farmacista è in grado di distribuire ogni farmaco. Io sono orgoglioso di ognuno di voi che ha reso un grande servizio al Paese. Dobbiamo ricordarci che senza di noi la prossimità non esiste».

I messaggi di Salvini e Letta

Tanti anche i politici intervenuti, da Marcello Gemmato, responsabile sanità di Fratelli d’Italia e farmacista all’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, candidata per il Pd. I leader non sono venuti ma alcuni, come Enrico Letta, Matteo Salvini e Antonio Tajani hanno voluto mandare un videomessaggio.

«Le farmacie sono dei veri e propri presidi sanitari territoriali, dando prova di capacità organizzativa» ha sottolineato il leader del Carroccio Salvini che ha aggiunto: «La farmacia non deve essere considerata un luogo di mera distribuzione dei farmaci. Serve sostegno non solo alle farmacie di città, ma anche a quelle rurali».

Per il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, «le farmacie sono un punto di riferimento straordinario per il Paese. Il futuro della nostra salute deve vivere la prossimità, attraverso un continuo sviluppo del ruolo delle farmacie sul territorio».

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