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Viterbo, morte Maria Sestina Arcuri. Andrea Landolfi condannato a 22 anni in appello

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Valeria Terranova

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Morte di Maria Sestina Arcuri, condanna in Appello a 22 anni per Andrea Landolfi. Ribaltato il verdetto di primo grado. Ieri al termine della requisitoria la pubblica accusa ha chiesto una condanna a 24 anni, un anno in meno rispetto alla pena richiesta in primo grado. I reati contestati sono quelli di omicidio volontario, omissione di soccorso e lesioni ai danni della nonna Mirella Iezzi.

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Il 12 dicembre nel corso della penultima udienza del procedimento di secondo grado per il 33enne, assistito dagli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, l’accusa aveva chiesto di sentire altri 10 testimoni; una perizia sul sistema che utilizzato per la ricostruzione della dinamica della caduta dal consulente della difesa, Giuseppe Monfreda, ingegnere specializzato in analisi forense, sinistri sul lavoro e incidenti stradali, e una seconda perizia medico legale da affidare a un altro esperto nelle stesse materie. Tuttavia, la Corte aveva respinto tutte le istanze avanzate dalla procura generale. “Mio nipote non mi colpì e non mi picchiò. Mi spostò con il braccio per soccorrere Maria Sestina. Nei giorni precedenti ero caduta e per questo successivamente, dopo 17 giorni, mi furono riscontrate delle fratture alle costole”, ha spiegato invece 20 giorni fa ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma, Mirella Iezzi, nonna di Andrea Landolfi.

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Il trentenne romano, ex operatore socio sanitario ed ex boxeur, fu condannato a luglio 2021 a 4 anni di reclusione solamente per il reato di lesioni aggravate nei confronti della nonna, la quale all’epoca dei fatti riportò la frattura di tre costole. L’anziana, difesa dall’avvocato Gianluca Fontana, del foro di Busto Arsizio, infatti è stata sentita limitatamente a tale contestazione sulla quale si è basato il ricorso presentato dai legali del ragazzo, per i quali le lesioni non furono dolose, ma colpose. 

Le 83 pagine di motivazioni della sentenza di assoluzione proclamata il 19 luglio 2021 dalla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Eugenio Turco, con a latere il giudice Roberto Colonnello, e 6 giudici popolari, sono state depositate a metà gennaio di quest’anno. Per la Corte fu un drammatico incidente.  

Durante il dibattimento d’Appello hanno deposto i consulenti della Procura e della difesa. Per l’accusa Mauro Bacci e Massimo Lancia, medici legali dell’Università degli Studi di Perugia, i quali eseguirono l’autopsia sul corpo della ragazza; Martino Farneti, specializzato in balistica forense. Per la difesa invece Massimiliano Mansutti, medico legale, e Giuseppe Monfreda. Gli esperti hanno ribadito quanto da loro sostenuto nel corso la fase istruttoria del processo di primo grado. Il verdetto del procedimento bis arrivato in serata ha condannato il trentenne a 22 anni di reclusione.

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