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“Woman” è la parola dell’anno. Ma oltre a quella c’è di più

Essere donna è così affascinante – scriveva Oriana Fallaci nel suo capolavoro Lettera a un bambino mai nato – È un’avventura che richiede coraggio, è una sfida che non annoia mai. E aveva ragione, perché sono tante le battaglie che tutte noi combattiamo ogni giorno, anche se a volte perdiamo, anche se cadendo spesso ci facciamo male.

Essere donna è una sfida, oggi come non mai, individuale e collettiva. Lo abbiamo imparato dal passato, traendo ispirazione da tutte quelle storie di donne straordinarie che hanno combattuto insieme per rivendicare i loro diritti, per assicurarsi in un posto d’onore in quella società maschilista e prevaricatrice che le privava della loro libertà. Lo hanno fatto per il presente, ma anche per il futuro, quello che adesso appartiene a noi. E lo abbiamo imparato quest’anno, come non mai, quando ci siamo unite all’unisono al grido di Donna, Vita e libertà, per sostenere le nostre sorelle in Iran, per rivendicare quei diritti che ci appartengono, e che nessuno può portarci via, né ora e né mai.

Ecco perché la notizia che “Woman” è stata eletta la parola dell’anno non può lasciarci indifferente. Perché non siamo solo esseri umani di sesso femminile, come i dizionari del mondo ci definiscono, ma siamo battaglie, fallimenti, lacrime e dolore, siamo gioia e bellezza. Siamo sorelle, streghe, guerriere e combattenti. Siamo donne ed è nostro il compito di ricordarlo agli altri oggi, domani e per sempre, con una parola, ma soprattutto con i fatti.

Woman è la parola dell’anno

Non solo di buoni propositi è fatto l’ultimo periodo dell’anno, ma anche di tutta una serie di riflessioni che ci costringono, volenti o no, a tirare le somme di ciò che è stato. Lo facciamo noi, nel nostro privato, e lo ha fatto anche il sito Dictionary.com, che proprio in occasione della chiusura di questo 2022 ha rivelato qual è stata la parola più cercata dell’anno.

È emerso che, rispetto a Woman, la ricerca è aumentata del 1400%. Il motivo specifico del perché migliaia di utenti da tutto il mondo si siano connessi al sito web per leggere la definizione di una parola così apparentemente banale, che altro non fa che descriverci come esseri umani di sesso femminile, è sconosciuta. Quello che ci fa riflettere, invece, è il fatto che forse, e finalmente, il mondo ha smesso di guardarci solo come quella definizione.

È lo stesso Dictionary.com che prova a svelare l’enigma, ipotizzando che l’incremento di ricerche rispetto alla parola woman ha a che fare proprio con i fatti di quest’anno, che hanno visto come protagoniste storie di donne forti, coraggiose e straordinarie. A partire da Ketanji Brown Jackson che è diventata la prima giudice donna afro americana della Corte Suprema degli Stati Uniti, passando per la morte della regina Elisabetta II, una delle più grandi figure femminili del nostro tempo. E che dire delle lotte per l’inclusività, della parità di genere, quelle per l’annullamento del gender gap di cui tutte ci siamo fatte portavoce?

Oltre alle parole c’è di più

Ce ne sono tante di storie di donne straordinarie che si sono alternate durante questo 2022, molte ancora da scrivere e da raccontare. Alcune sono belle, e ci ricordano tutto il potere che ci appartiene, lo stesso che ci permette di ottenere tutto ciò che vogliamo.

Altre invece sono tristi, come quelle che riguardano tutte le donne che sono scese in piazza tra le strade dell’Iran, rischiando la loro vita. Lo hanno fatto per Masha Amini, per la giustizia e la libertà. E sono proprio queste storie a ricordarci che non possiamo smettere di lottare, che dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce, quella delle donne.

Non semplici “Esseri umani di sesso femminile”, come i dizionari ci descrivono, ma universi infiniti, individuali e collettivi che possono davvero cambiare il mondo. Donne, appunto, molto più di una parola.

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