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Infermieri Pediatrici, SIDS e morte improvvisa del neonato.

Come evitarla? Ecco la SIDS, ovvero la morte improvvisa del neonato.

Un insieme di fattori concomitanti portano alla morte del neonato, ma non se ne conoscono le reali cause. È possibile tuttavia ridurre il rischio con semplici accorgimenti per evitare il decesso. Come suggeriscono di comportarsi gli Infermieri Pediatrici?

La SIDS, ovvero la Sudden Infant Death Syndrome, si può definire come una morte improvvisa di un bambino di età inferiore a 12 mesi (maggiormente nei primi 6 mesi, statisticamente tra i 2 e i 4), che si verifica durante il sonno nell’86% dei casi (disturbo del sonno) e che resta priva di spiegazione nonostante una attenta analisi del caso (autopsia completa, revisione delle circostanze del decesso, valutazione della storia clinica della vittima).

La SIDS è l’epilogo di un tragico evento ancora in parte sconosciuto che insorge improvvisamente in un bambino sano, senza che nulla facesse presagire un simile evento.

Agli Infermieri Pediatrici è dato anche il compito di formare i genitori. Vediamo cosa è importante non trascurare per scongiurare la SIDS.

Occorre evidenziare che:

1) è stata notata una particolare instabilità dei meccanismi depositati al controllo dell’attività cardiaca e respiratoria;

2) il maschio è a rischio maggiore, quasi del 30-50%.

Dimensioni del problema

Non ci sono in Italia dati che documentino l’incidenza della SIDS e l’andamento del fenomeno nel tempo. Ma sappiamo che:

1) è la prima causa di morte nel primo anno di vita (escludendo il periodo neo-natale);

2) ci sono 300 casi all’anno nel nostro Paese;

3) le continue campagne di informazione e prevenzione potrebbero ridurre le morti improvvise di circa il 60-80%.

Occorre pertanto puntare tutto sulla prevenzione; ridurre i rischi non significa però evitare con certezza la morte.

Sempre a pancia in su

La posizione prona favorisce la Sudden Infant Death Syndrome.

1) Occorre garantire la corretta reattività dell’organismo e i cosiddetti Microrisvegli: nel lattante la capacità di risposta all’ipossia (abbassamento dei livelli di Ossigeno e innalzamento di quelli dell’Anidride Carbonica) è ridotta rispetto alle età più evolute. In caso di ipossia diminuiscono la Frequenza Respiratoria e la Frequenza Cardiaca e si determina lo stato di Apnea. Nel Microrisveglio o Arousal accade che: vi è un aumento transitorio della FC della PA e della FR e ampiezza del respiro. Si tratta di un fenomeno fisiologico e protettivo che viene facilitato dalla posizione supina.

2) Occorre ridurre la Collassabilità e garantire la pervietà delle vie aeree. Il faringe collabisce più facilmente in posizione prona. Pertanto la posizione supina garantisce una buona pervietà delle vie aeree.

3) Occorre mantenere la corretta Temperatura Corporea. Il centro della termoregolazione, che si trova nell’Ipotalamo, agisce come un termostato regolando la TC in base agli stimoli (termocettori) che arrivano soprattutto da volto e vie aeree.

L’Ipertermia può essere favorita dalla posizione prona, in cui faccia e vie aeree sono più riscaldate, provocando un aumento del metabolismo e dei consumi di Ossigeno, con rischio reale di Disidratazione e Apnea. La capacità di regolare la Temperatura Corporea è quindi agevolata dalla posizione supina.

4) Occorre capire che i Riflessi di protezione delle vie aeree possono indurre all’Apnea ostruttiva. A pancia in giù il riflesso chemio-laringeo è accentuato e può diventare molto pericoloso. Ma che cos’è tale “riflesso”? Vengono racchiusi in esso vari fenomeni fisiologici che si manifestano con la stimolazione della mucosa laringea (si chiude) e che hanno il fine ultimo di proteggere le vie aeree dall’inalazione di sostanze (alimenti, contenuto gastrico e/o altri liquidi).  

5) Occorre garantire una Situazione anatomica ottimale. Nella posizione supina le vie aeree stanno al di sopra di quelle digestive prevenendo il passaggio di liquidi nelle vie aeree, proteggendole dal rischio aspirazione.

6) Occorre assicurare una corretta Perfusione cerebrale. Nella posizione prona il capo è ruotato verso destra o verso sinistra con deficit conclamato del flusso vertebro-basilare e deficit di irrorazione tronco-encefalico.

7) Occorre respirare aria “buona”. In posizione prona è facilitato l’assorbimento di aria precedentemente espirata, che notoriamente ha un livello più basso di Ossigeno e più alto di Anidride Carbonica.

8) In tutti i casi è sconsigliato il sollevamento della testa durante il sonno perché non garantisce la pervietà delle vie aeree.

Come deve essere il letto del lattante?

Deve essere semplicemente conforme agli standard di sicurezza.

Ossia:

1) occorre garantire una superficie rigida e un materassino semi-rigido dimensionato in modo da non avere la presenza di spazi vuoti tra il materasso e le sponde del lettino;

2) occorre posizionare un lenzuolo semplice o una copertina con angoli ben stesi e fissati al fondo del letto. Il lattante deve poter toccare con i piedi il fondo del letto per evitare che possa scivolare sotto le coperte. Per lo stesso motivo il letto deve essere tutto orizzontale; in alternativa alle lenzuola e alle copertine: allo scopo è possibile dotarsi del cosiddetto sacco-nanna. Il lattante mantiene all’esterno braccia e testa. Ha la sensazione di essere avvolto e contenuto, come se fosse nell’utero materno. Esistono modelli estivi ed invernali. Ricordarsi di lasciare sempre il bambino scoperto con temperature estive di 27-28 °C;

4) non servono paracolpi, soprattutto quando il lattante impara a roteare o a rotolare su sé stesso, perché possono aumentare il rischio di soffocamento;

5) occorre ricordarsi che non serve il cuscino. Non favorisce il corretto allineamento del capo con il tronco, riducendo potenzialmente la pervietà delle vie aeree; se morbido, inoltre, potrebbe favorire il rischio soffocamento;

6) non occorre null’altro nel letto! Peluche, trapunte, piumini, bavagli, cordicelle e catenelle per il ciuccio sono oggetti che potrebbero aumentare il rischio di soffocamento e/o strangolamento;

7) le sponde del letto devono avere una distanza tra di loro di massimo 6 cm: tale misura è quella ritenuta utile ad impedire il passaggio della testa del neonato attraverso le stesse sbarre;

8) occorre stare attenti a seggiolini per auto, passeggini, altalene e imbracature: condizionano le posture e favoriscono quelle sfavorevoli alla corretta funzionalità cardio-respiratoria e quindi non sono idonei a garantire un sonno sicuro. Nei primi 4 mesi è possibile assicurare un sonno sicuro solo con l’utilizzo della cosiddetta navetta con cinghie isofix;

9) infine, occorre prestare attenzione a divani e poltrone. Non sono idonei per il sonno sicuro e favoriscono posture pericolose (rischio soffocamento e cadute).

L’ambiente

Come deve essere l’ambiente in cui vive il bambino fino a 12 mesi di vita?

1) Il lattante può essere posizionato nella camera dei genitori (room sharing), ma non nello stesso letto (bed sharing), in modo tale da stimolarlo attraverso i suoni, le vibrazioni e quant’altro riconoscibile e che lo avvicinano alla fase della gravidanza; il letto separato facilita poi l’arousability, ovvero la capacità di risveglio autonomo e tranquillo.

2) Privo di fumo. È vietato fumare durante la gravidanza e in presenza del lattante. Se lo si fa si auspica il cambio degli abiti e l’igiene delle mani e del corpo prima di riprendere contatto con il lattante. Il fumo, dopo la posizione non corretta durante il sonno è diventato il principale fattore inducente della SIDS. Aumenta la mortalità di 5 volte attraverso: la diminuzione dell’Arousal ad eventi cardio-respiratori patologici; altera la risposta all’ipossia e favorisce patologie del Sistema Nervoso Centrale.

3) Non deve essere troppo riscaldato (massimo 21 °C). In tal modo si evita un brusco impatto all’innalzamento della Temperatura Corporea e si favorisce l’idoneo microclima (garantito dal riscaldamento artificiale). Una temperatura troppo alta nell’ambiente potrebbe mandare in tilt i meccanismi di termoregolazione del neonato, favorendo l’Ipertermia.

L’allattamento

I pediatri e gli infermieri pediatrici suggeriscono l’allattamento esclusivo al seno, là dove possibile. Esso rappresenta un validissimo fattore di protezione nei confronti della SIDS. L’allattamento a richiesta nelle 24 ore ed il contatto diretto tra mamma e lattante sono fattori ritenuti importanti per l’avvio ottimale ed il mantenimento dell’allattamento che:

1) favorisce l’Arousal;

2) agevola il corretto sviluppo della mandibola e delle alte vie aeree;

3) protegge dalle infezioni grazie alla naturale protezione immunitaria.

Il ciuccio

Potrebbe favorire la reattività del lattante: solo ad allattamento avviato, non prima del mese di vita e solo se il lattante mostra di gradirlo. Migliora la pervietà e la funzionalità delle vie aeree e favorisce i micro-risvegli.

Bibliografia

  • Bimbi Sicuri – Salvamento Academy – Manuale di preparazione sulla sicurezza a nanna – Guida per l’istruttore;
  • Appunti personali.

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