donne-e-streghe:-ad-halloween-abbattiamo-lo-stereotipo-di-genere

Donne e streghe: ad Halloween abbattiamo lo stereotipo di genere

Le streghe sono una delle entità più tradizionali e misteriose che associamo ad Halloween. Ce le immaginiamo con un orrendo bitorzolo sul naso, i capelli crespi nascosti da un cappello a punta viola, in compagnia dell’immancabile gatto nero. Perché è questo che ci hanno mostrato nei film e nella cultura pop. Prendiamo ad esempio Hocus Pocus, dove tre streghe dalla dubbia bellezza si cimentano in prove di magia di ogni genere. Ma la realtà delle cose è un po’ diversa.

Vi siete mai chiesti come sia nata questa sordida immagine che rappresenta le streghe? Sono mai esistiti esseri così vili, o tutta questa faccenda dalla faccia verde e malvagia è solo un mito inventato? Ecco uno sguardo alla storia delle streghe, e un’analisi di come questi stereotipi siano molto più simili alla situazione delle donne d’oggi di quello che pensate. 

Tra magia e superstizione

Esseri temibili in fiabe e miti popolari, le streghe hanno trovato un loro posto in tantissime culture in tutto il mondo e nel corso dei secoli. Secondo le credenze diffuse in varie epoche, le streghe erano dedite alla pratica della magia e dotate di poteri oscuri, che avrebbero appreso grazie al loro contatto con il diavolo e con entità soprannaturali.

Si diceva che queste donne – perché erano principalmente donne – usavano i loro poteri quasi esclusivamente per danneggiare le persone e per opporsi così all’intera società umana. In effetti, l’immagine della strega ha sempre rappresentato il lato oscuro della presenza femminile; un potere che non può essere controllato. Pertanto, il bisogno di ucciderle.

Chi erano le streghe dell’epoca?

Analizzando la storia delle streghe, coloro che venivano accusate di stregoneria erano donne per lo più sole o vedove, povere, anziane, straniere, prostitute e ribelli. Molte streghe erano semplicemente donne che avevano, o mostravano, indipendenza, coraggio o carattere. Donne che sono state in grado di farsi rispettare e difendersi. In Inghilterra, ad esempio, alcune donne sono state accusate di stregoneria semplicemente perché sapevano nuotare.

All’epoca, quando il genere femminile usciva dai ruoli prescritti, diventava automaticamente un bersaglio. Troppa ricchezza poteva riflettere guadagni peccaminosi. Troppa povertà dimostrava un cattivo carattere. Troppi bambini potevano indicare un accordo con un diavolo. Ma anche troppi pochi figli era sospetto.

Forse però, ciò che più di ogni altro motivo ha portato sgomento alla società, tanto da aver innescato una paranoia che è poi degenerata in una vera persecuzione, è stata l’unione delle donne tra di loro. Questo perché l’unione tra donne minacciava il controllo di una società puramente maschile. Ecco allora che, molto presto, la caccia alle streghe divenne una scusa, il modo più pratico per eliminare le donne scomode dalla società.

Chi sono le streghe d’oggi?

Oggi, dopo secoli di storia, esistono ancora le streghe? La risposta è sì. Contrariamente alla cultura pop, le streghe non sono caricature che volano sulle scope, tramano il destino dell’umanità e indossano cappelli a punta. Invece sono individui che hanno una profonda connessione con l’universo, la natura, l’umanità, i loro antenati e se stessi. È quella che viene chiamata la filosofia della stregoneria: dal culto della dea, al ciclo lunare fino alle affermazioni positive.

Allo stesso modo, Halloween è pieno di stereotipi: oggi è spesso pensata come una festa che incoraggia il consumismo, ma storicamente era intesa come un’occasione per rispettare gli antenati e gli spiriti.

Abbattere gli stereotipi

Possiamo dire che ignoranza e misoginia, causa di morte di migliaia di donne, sono state oggi contenute? Nonostante i vari progressi e i piccoli-grandi risultati, a mio avviso la risposta è no. All’ora come adesso, le donne sono vittime e accusate di una società creata e controllata da uomini potenti.

Svariati sociologi hanno infatti evidenziato un pattern all’interno delle società occidentali: più una donna è schietta e sincera, più è considerata una minaccia. In questo modo, la caricatura della strega, che stereotipa le donne come malvagie e pericolose, aiuta a mettere a tacere il potere stesso di una donna; manipolando e controllando anche la percezione delle donne stesse da parte della società, presentandole come inaffidabili o pazze.

In questo senso, quindi, l’identità della strega è quella che i sociologi chiamano violenza simbolica, che è una modalità inconscia di dominio culturale o sociale. In altre parole, lo stereotipo della strega, che viene imposto alle donne, è una forma di violenza non fisica.

Related Posts